Istat crolla fatturato: -3,6% anno (-3,3% a marzo), record negativo dal 2013

26 maggio 2016 ore 10:41, Luca Lippi
I nodi vengono al pettine, non si possono enfatizzare indici insignificanti come la “fiducia” senza avere il conforto dei numeri. Che il mercato dell’auto fosse un dato “non indicativo” lo diciamo da mesi, inutile dire che la gente acquista se poi non si specifica che gli acquisti sono a rate o a debito o a long rent, e allora si dovrebbe andare a controllare gli insoluti che crescono vertiginosamente. Non a caso le banche continuano a prendere soldi dalla Bce ma li investono in Bot e non li prestano, un motivo ci sarà!
Il grosso difetto della propaganda, e anche la cecità dei commentatori, è la scarsa propensione all’analisi attenta e soprattutto a disaggregare i dati prima di renderli pubblici. Ed ecco che l’ultima rilevazione Istat sul fatturato industriale arriva come un fulmine a cielo sereno, ma non per i nostri lettori.

Istat crolla fatturato: -3,6% anno (-3,3% a marzo), record negativo dal 2013

Dice l’Istat che a marzo crolla il fatturato dell’industria, trascinato verso il basso dal settore dell’auto. Il dato segna il peggiore calo su base annuale a partire da agosto 2013, con una riduzione del 3,6% rispetto al 2015. Finora il settore industria era stato tenuto a galla proprio dal comparto dell’auto, che oggi invece dà un segno di cedimento, registrando il primo calo dal dicembre del 2013. 
Risultato: l’indice destagionalizzato dei ricavi dell’industria tocca il minimo da due anni, non è un segnale incoraggiante per la ripresa italiana, con il Pil che nel primo trimestre ha segnato un aumento dello 0,3%, avanzando a un ritmo ridotto rispetto ai partner dell’Eurozona che viaggiavano a +0,5%.
Nel dettaglio, flessione del 2,6% sul mercato interno e di un lieve incremento (+0,1%) su quello estero. Ma il dato scende anche su base mensile, con una flessione rispetto a febbraio dell’1,6%. E ancora, si registra il segno meno anche considerando la variazione tra l’ultimo trimestre del 2015 e i primi tre mesi del 2016: in questo caso, la contrazione è dell’1,1%.
In contrazione sul mese anche gli ordinativi (-3,3%), che invece, rispetto all’anno precedente, crescono dello 0,1%. Il calo su base mensile è verificato sia sul mercato interno (-1,5%), sia su quello estero (-5,8%).
Pesa il calo del fatturato del settore autoveicoli, -6,5% a marzo rispetto all’anno precedente; a contribuire al crollo del fatturato dell’industria è stata anche la componente interna dell’energia e, in particolare, la maggiore diminuzione colpisce la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,4%). Invece gli incrementi più rilevanti si registrano nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+6,5% sull’anno), i mezzi di trasporto (+5,1%, nonostante il calo degli autoveicoli del 6,5%) e i prodotti farmaceutici (+4,9%). Su base congiunturale, gli indici segnano incrementi per l’energia (+3,2% sul mese) e cali per i beni strumentali, i beni intermedi (-2,5% per entrambi) e i beni di consumo (-0,6%).

autore / Luca Lippi
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