La stella d'oro eroina dell'Ucraina è libera: la mossa di Putin anti-sanzioni

26 maggio 2016 ore 11:41, Andrea Barcariol
Nadezhda Savchenko è stata graziata e rimandata a Kiev. Caso diplomatico risolto e grosso passo in avanti nei rapporti tra Russia e Ucraina nell'ambito degli accordi di Minsk (anche se ufficialmente non compariva nell'elenco dei punti in discussione). La top gun ucraica, condannata a 22 anni dalla giustizia russa per aver offerto le coordinate che provocarono la morte di due giornalisti russi, è stata liberata ieri mattina a Rostov sul Don per effetto di un procedimento di grazia emanato dal presidente russo Vladimir Putin. Non si è trattato tuttavia di un gesto unilaterale ma di un vero e proprio scambio con i soldati Yevgeny Yerofeyev e Alexander Alexandrov. «La decisione di perdonare Savchenko - ha detto Putin dopo lo scambio - è stata dettata da un senso di umanità, spero che il gesto contribuisca a ridurre il conflitto nel Donbass».  Un gesto comunque simbolico che potrebbe essere il preludio alla fine delle sanzioni occidentali contro Mosca che considerava la Savchenko colpevole di "crimini di guerra". Una detenuta sicuramente molto scomoda che aveva trasformato in uno show il processo a suo carico, concluso con il dito medio alzato contro la Russia di Putin, definito "un mix tra Napoleone e Hitler".

La stella d'oro eroina dell'Ucraina è libera: la mossa di Putin anti-sanzioni
«Abbiamo atteso in preda all’ansia per 709 lunghi giorni, abbiamo pregato, abbiamo agito sul campo e organizzato proteste per far sì che la giornata di oggi si compisse: come abbiamo fatto ritornare Nadja, così riavremo il Donbass e la Crimea sotto la sovranità ucraina». Queste le parole del presidente ucraino Petro Poroshenko: «Questo è solo l’inizio perché stiamo aspettando il ritorno a casa di Yuri Soloschenko, Gennady Afanasiev, Oleg Tsentsov, Alexander Kolchenko e tanti altri ucraini che ora sono ostaggi sia in Russia che nel territorio occupato». 
«La Savchenko è stata scelta come vittima sacrificale dalla nostra politica - ha spiegato ad Askanews il politico e giurista ucraino Vladimir Oleinik, che ha militato sia nel Blocco Timoshenko, sia nel Partito delle Regioni, per poi riparare in Russia - Ma fare di lei una vittima sacrificale sicuramente non ha semplificato il processo di liberazione». 
Durante la prigionia, la Savchenko era rimasta per 75 giorni in sciopero della fame e aveva perso quasi 20 chili. “La sua è una protesta contro l’ingiustizia a nostra ultima speranza per scongiurare una tragedia è che Papa Francesco intervenga col patriarca russo" aveva spiegato Zoya Svetova, attivista per i diritti umani russa. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]