Software pirata in calo in Italia, ma per BSA "troppo poco"

26 maggio 2016 ore 16:09, Americo Mascarucci
In base ai dati dell'ultimo Global Survey della Business Software Alliance (Bsa), l'alleanza mondiale dei produttori di software la pirateria informatica sarebbe in calo in Italia. 
La percentuale di software privi di licenza installati sui computer è calata di due punti percentuali – per la precisione dal 47 al 45% rispetto alla precedente edizione della stessa ricerca (2013). 
Cinque anni fa, più di una copia di software su due in Italia risultava 'piratata'. 
"Un passo avanti positivo ma tuttavia modesto" fanno notare alla Bsa, avvenuto nonostante la crisi economica, che in passato aveva invece spinto al rialzo l'utilizzo del software illegale tra aziende e privati. 
"È un risultato che ci fa molto piacere in quanto premia il lavoro svolto da BSA nel nostro Paese in questi anni - commenta  Paolo Valcher, presidente del Comitato italiano di BSA - per quanto un tasso d’illegalità del 45%, in pratica poco meno di 20 punti in più rispetto alla media europea, resta ancora un dato inaccettabile per una nazione evoluta e moderna quale l’Italia, oltre che un freno in più alla ripresa della nostra economia e dell’occupazione qualificata".
Un dato che dunque resta allarmante se paragonato alla media dell'Europa occidentale che è pari al 28% e ancora più allarmante se si considera che è stato provato, nella ricerca, che c'è uno stretto collegamento tra l'impiego di software pirata e l'esposizione a rischi di intrusioni da parte di hacker, che nel solo 2015 hanno causato danni e spese per 400 miliardi di dollari.  
 "Come sottolinea il rapporto, è cruciale che un’azienda sia ben consapevole di che software è installato sulla sua rete - dice invece Victoria Espinel, presidente e ad di Bsa -Mentre sappiamo che invece molti responsabili spesso ignorano la reale composizione del parco software installato, come anche la sua legalità o meno".

Software pirata in calo in Italia, ma per BSA 'troppo poco'
Il software pirata è risultato elevato persino in settori imprevedibili come quello bancario, assicurativo e finanziario (25%).
Circa il 15% dei dipendenti pare continuino a caricare software pirata sulle reti aziendali al di fuori del loro controllo, ma tale stima è sicuramente ottimistica: infatti il 26% dei medesimi impiegati – quasi il doppio di quella cifra – ammettono di praticare comportamenti illegali col PC aziendale.

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