Petrolio al massimo: 50$ il barile e salirà ancora?

26 maggio 2016 ore 12:25, Luca Lippi
Prima di avviare la nostra riflessione sul rialzo del prezzo del petrolio delle ultime ore, è utile ricordare che circa tre settimane fa nella nazione nord-americana è scoppiato un incendio boschivo di grandi dimensioni che ha interrotto la produzione di petrolio della zona mentre, nel territorio nord-africano, l’inasprirsi degli scontri politici hanno minacciato le capacità produttive della Libia.
Detto questo, che è un dato oggettivo, le quotazioni del Wti sono a quota 50 usd al barile e superano questa quota quelle del Brent. A questo è possibile aggiungere un’altra motivazione che è quella relativa alla diminuzione delle scorte dopo una stagione piuttosto energivora negli Stati Uniti a giudicare i consumi della passata stagione, una dimunuzione di scorte pari a 4,2 milioni di barili contro una stima preventiva di circa 1,7.
Tra una settimana il 2 giugno, i paesi Opec si riuniscono a Vienna per discutere nuovamente l'eventualità di un congelamento dei livelli produttivi, ma la riunione potrebbe avere gli esiti della precedente, cioè un nulla di fatto causa l’indisciplina di Iran e poi il traffico di petrolio operato dai terroristi del califfato.

Petrolio al massimo: 50$ il barile e salirà ancora?

Dunque sono queste le motivazioni per cui il petrolio ha superato quota 50 dollari? In realtà le scorte di petrolio globali potrebbero iniziare a scendere nei fatti entro la fine del secondo trimestre, spinte dagli stop (come detto prima) alla produzione in Paesi come la Nigeria e la Libia e dagli incendi in Canada, ma soprattutto per la domanda di petrolio che continua a crescere in India, Cina e Russia, che insieme hanno utilizzato circa 1 milione di barili al giorno in più nel primo trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso, secondo i dati l’Agenzia internazionale per l’energia. Dunque sono diverse le ragioni che hanno provocato il rally del prezzo, tuttavia questo non significa che si debba necessariamente replicare la concomitanza di diversi fattori.
Durerà questo livello di prezzo del petrolio? Compatibilmente con la legge della domanda e dell’offerta, una volta che i raffinatori avranno acquistato il greggio di cui hanno bisogno per coprire la stagione, la quotazione del greggio potrebbe subire un nuovo ribasso sul calo della domanda.
Nei primi mesi del 2015, accadde esattamente che il prezzo del petrolio salì in modo molto simile tra gennaio a maggio prima di crollare di nuovo.
Inoltre, considerando la volontà degli estrattori statunitensi di aumentare i pozzi per supplire alla carenza di produzione (neanche troppo sulla scia del prezzo come illogicamente dichiarato da qualcuno) i costi in deflazione in tutto il settore e il piano dell’Arabia Saudita di aumentare la produzione e le esportazioni, sommando tutte queste congiunture la conclusione che tutto si potrà verificare tranne che un’ulteriore aumento del prezzo del petrolio.
autore / Luca Lippi
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