Girone in Italia, Di Stefano: "Merito di CasaPound e di papà. Un'"infamata" i Marò al 2 giugno"

26 maggio 2016 ore 13:48, Lucia Bigozzi
“Nonostante sia felicissimo per il rientro di Girone in Italia, oggi non c’è niente da festeggiare perché l’onore della nazione in questi anni è stato vilipeso e calpestato”. Girone alla parata del 2 giugno: “Sarebbe la più grande ‘infamata’ a loro e alle Forze Armate: esporli così dopo tutto quello che hanno passato per colpa dello Stato e del governo è un affronto”. Tranchant l’analisi di Simone Di Stefano, vicepresidente nazionale di CasaPound che a Intelligonews rivendica e spiega tutto il lavoro del Movimento per dimostrare l’innocenza dei due Marò, proprio nel giorno in cui “tutti corrono ad appuntarsi sul petto la medaglia del grande risultato”. 

Come accoglie la notizia del rientro di Girone in Italia?

"A prescindere dalla gioia di averlo in Italia, tutta la vicenda in sé è una sconfitta pesante per l’Italia; bisognava fare qualcosa prima, bisognava fare qualcosa subito. Noi siamo stati sul caso neanche una settimana dopo l’accaduto e questo con tutto il lavoro che poi ne è seguito e ha portato alla prove provate dell’innocenza dei due fucilieri di Marina. Dall'altra parte, ci sono i governi da Monti a Renzi che non hanno fatto assolutamente niente, se non azioni di facciata". 

Girone in Italia, Di Stefano: 'Merito di CasaPound e di papà. Un''infamata' i Marò al 2 giugno'
Cosa c’è dietro al cambio di passo dell’India che fin dall'inizio di questa vicenda ha mostrato un atteggiamento di chiusura totale. Come se lo spiega?

"L’arbitrato internazionale ha fatto sì che il tribunale internazionale, in pratica imponesse questa decisione all’India visto che l’India vuole stare sullo scenario mondiale e vuole essere percepita come ‘democrazia matura’ che può partecipare ai mercati internazionali. E di fronte all'imposizione di un tribunale internazionale ha deciso che doveva dar seguito a un ordine arrivato; però fin qui ha tenuto prigionieri i nostri soldati per 4 anni facendo la voce grossa e dimostrando di potersene fregare anche di vecchie nazioni decadenti dell’Europa. La vittoria dell’India dal punto di vista internazionale è fuori discussione, purtroppo". 

Girone che torna in Italia, è tutto merito del governo che ha lavorato bene come ha detto Alfano, o il merito va invece alla diplomazia o a chi altri?

"E’ incredibile come oggi chiunque sia pronto ad appuntarsi sul petto una medaglia per prendersi il merito di quanto successo. Ricordo che Renzi, il Pd, Alfano, il Pdl, tutto questo teatrino della politica italiana ha sostenuto a piè pari Mario Monti, Letta e Renzi che sono sostanzialmente tre presidenti del Consiglio che rappresentano sempre gli stessi partiti che dal giorno in cui si è insediato Monti hanno seguito la vicenda dei Marò in maniera ridicola; quindi non possono assolutamente arrogarsi alcun tipo di vittoria. Se il Tribunale del Mare ha accolto la richiesta italiana di far rientrare Girone, è perché qualcuno ha presentato le prove dell’innocenza dei due Marò".

A chi si riferisce?

"Noi di CasaPound, nello specifico mio padre si è fatto consegnare la perizia depositata dagli indiani, cosa che a nessuno in Italia gli è passato per la testa di fare, e l’ha confutata punto per punto con un lavoro che ormai porta avanti da quando è iniziata la vicenda. Poi tutto questo nostro lavoro è stato presentato a Strasburgo, alla Commissione Esteri: insomma, tutto questo lavoro che doveva fare lo Stato italiano, in realtà l’ha fatto CasaPound, questa è la vera verità. Qualsiasi prova di innocenza dei nostri soldati è stata proposta e portata avanti solo da CasaPound. Oggi tutti quanti sono pronti ad appuntarsi sul petto la medaglia del grande risultato, io oggi non festeggio perché comunque penso che l’onore della nazione in questi anni sia stato vilipeso e calpestato, per cui oggi non c’è niente da festeggiare, nonostante sia felicissimo per il rientro di Girone in Italia"

Girone con Renzi alla parata del 2 giugno: c’è chi sospetta una strategia mediatica del premier anche in chiave elettorale. Qual è la sua valutazione?  

"Sarebbe come portare gli animali al circo; sarebbe un affronto non solo ai i due Marò ma alle Forze Armate e a tutta l’Italia. Esporli così dopo tutto quello che hanno passato per colpa dello Stato e del governo, portarli alla parata del 2 giugno sarebbe la più grande ‘infamata’ che si potrebbe fare ai nostri soldati e all’Esercito".
autore / Lucia Bigozzi
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