Stepchild adoption, Savarese: "Procura conferma, per coppie gay non c'è giurisprudenza. Ora No a referendum"

26 maggio 2016 ore 15:15, Marta Moriconi
Approda per la prima volta in Cassazione il primo caso di stepchild adoption. Dopo due sentenze a favore di una coppia di mamme che si sono sposate in Spagna una delle quali è la mamma biologica di una bambina di sette anni, la procura della Cassazione ha chiesto di passare la parola alle sezioni unite civili o di accogliere il ricorso della procura di Roma che dice no alla adozione da parte della coppia. In particolare, il pg Francesca Ceroni, ai giudici della prima sezione civile - riporta l'Adnkronos - ha sottolineato che "solo le sezioni unite possono evitare che in Italia si crei una situazione a macchia di Leopardo" e magari in un tribunale si riconosca la stepchild adoption e in un altro no. Insomma, a detta della pg, vanno evitate "sentenze Giano bifronte". Nella sua requisitoria, il pg di Cassazione Francesca Ceroni ha messo in evidenza che sul tema delle adozioni "non esiste una tendenza europea. Non c'è un filo rosso comune: la tesi molto diffusa per cui i minori che crescono in famiglie omogenitoriali non sono svantaggiati rispetto a bambini che crescono con coppie eterosessuali, sarebbe messa in discussione da studi sociologici".

"Solo le sezioni unite possono evitare che in Italia si crei una situazione a macchia di Leopardo". Condivide il pg? Cosa ne pensa? 

"La Procura conferma che sulla stepchild-adoption per coppie gay non c'è una giurisprudenza coerente nemmeno nei primi gradi di giudizio. Alcuni tribunali la concedono in base a un'interpretazione della legge sulle adozioni definita 'evolutiva' e 'coraggiosa' dalle stesse associazioni Lgbt. Secondo gran parte del mondo giuridico quell'interpretazione però è semplicemente illegale, noi aggiungiamo fortemente ideologica e politicizzata. La Cassazione deve ristabilire la legalità su questa vicenda".

Evitare "sentenze Giano bifronte" cosa significa? Temete omologazione verso il sì a stepchild? C'è un rischio?  

"Non so cosa intendesse il Pg, dovrei leggere l'atto completo. Sicuramente c'è il rischio che si ceda alle spinte ideologiche di una parte molto politicizzata della magistratura, quella che in questi anni si è prestata ad essere strumento in mano alle associazioni Lgbt per forzare l'ordinamento giuridico italiano verso direzioni assolutamente illegali, proprio come nel caso della stepchild-adoption per coppie gay".

Nella sua requisitoria, il pg  ha messo anche in evidenza che sul tema delle adozioni "non esiste 
una tendenza europea. Non c'è un filo rosso comune: la tesi molto diffusa per cui i minori che crescono in famiglie omogenitoriali non sono svantaggiati rispetto a bambini che crescono con coppie eterosessuali, sarebbe messa in discussione da studi sociologici". Un intervento chiaro?

"E' verissimo. Le tesi a favore della cosiddetta omogenitorialità hanno molta visibilità mediatica, ma scarsissima attendibilità scientifica, visto che sono davvero molto carenti sul piano della valenza statistica. La scienza ci dice invece con molta chiarezza che la mamma e il papà hanno risorse complementari e non interscambiabili per la crescita sana e armoniosa di un bambino. E' una evidenza di natura, di evoluzione, non di morale o di religione. In questi tempi di grande sensibilità ecologica dovremmo rispettare di più anche l'ecosistema che la natura ha pensato per la maturazione degli esseri umani: una famiglia con mamma e papà".

"La legge 184 dell'83 alla quale si può al momento fare riferimento si occupa solo di infanzia abusata, abbandonata, maltrattata e di genitori in difficoltà. Qui invece abbiamo il caso di una bambina amata e curata dal genitore biologico". Non sono due cose diverse?

"Sono contento che il Pg abbia colto la stortura chiarissima di tutte le sentenze pro stepchild-adoption dell'ultimo anno. La legge 184
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non serve a rendere genitore chiunque abbia un rapporto felice, costante e amorevole con dei minori. Questa impostazione porterebbe ad aumentare a dismisura il numero dei genitori adottivi di un bambino, visto che sicuramente possono esserci anche più di due persone che gli vogliono bene in tutto e per tutto come fosse figlio loro. Tutta la legge 184 ruota intorno al diritto del bambino che ha perso un papà e una mamma a riavere indietro un papà e una mamma. Se si vuol cambiare le cose lo deve fare il Parlamento, non i giudici". 

Oggi il deposito referendum Cassazione, cosa ne pensa? Una mossa corretta? 

"Abbiamo espresso apprezzamento per questa mobilitazione di parlamentari trasversali ai partiti del centrodestra, è un segnale politico e anche mediatico molto importante che ci aiuta a tenere alta l'attenzione. Come promotori del Family Day noi oggi siamo proiettati con tutte le energie sul referendum costituzionale di ottobre: questo sabato all'Auditorium Antonianum di Roma, dalle 11, spiegheremo perché ci mobiliteremo con il Comitato Famiglie per il No. Sarà un'organizzazione strutturata e capillare, chiameremo tutti i presenti al Circo Massimo a informare parenti, amici, conoscenti e la gente del quartiere sui rischi che corrono vita, famiglia e libertà educativa con la modifica della Costituzione".



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