Girone torna a casa, l'India dice sì ma sul "merito" è polemica

26 maggio 2016 ore 16:00, Americo Mascarucci
La Corte Suprema indiana ha accettato di rendere immediatamente esecutivo l'ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja di far rientrare il fuciliere di Marina Salvatore Girone in Italia per tutta la durata del procedimento arbitrale.
Girone e Massimiliano Latorre furono arrestati in Kerala con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati, mentre erano in servizio a bordo della nave mercantile italiana Enrica Lexie. Accusa supportata da indagini che l'India avrebbe svolto in modo molto ambiguo, con tanti dubbi di fondo, scarsa trasparenza e sospetti di prove manipolate.
"La condizione numero 1 è che consegni il passaporto quando raggiungerà l’Italia – spiega l’avvocato indiano di Girone, Suhail Dutt – La condizione numero due è che si presenti, una volta al mese, alla stazione di polizia e che l’ambasciata indiana ne sia puntualmente informata". 
Il Ministero degli Esteri, inoltre, ha ribadito l’impegno del governo italiano a conformarsi alle condizioni e modalità stabilite dalla Corte Suprema indiana. 

Subito sono giunti i commenti entusiasti delle autorità italiane.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in Giappone per il summit del G7, ha espresso soddisfazione via Twitter per la decisione indiana e ha annunciato che il militare sarà in Italia in concomitanza con la Festa della Repubblica, il 2 giugno. 
"Confermiamo la nostra amicizia per l'India, il suo popolo, il suo Governo - ha detto il Premier - E diamo il bentornato al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno"
"È una giornata di grande soddisfazione, il governo questa volta ha fatto le cose per bene" ha aggiunto il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "È una bella giornata e abbiamo qualcosa di importante da festeggiare - ha poi aggiunto il leader Ncd - ed è bello anche che ciò avvenga nei giorni della festa della Repubblica. È anche la prova, e non ci vuole uno scienziato per comprenderlo, che le cose adesso sono state fatte meglio di come erano state fatte prima" ha concluso Alfano.
"La Corte suprema indiana ha deciso: finalmente il marò Girone potrà tornare a casa. L'ho sentito al telefono, siamo felici e soddisfatti" ha detto il Ministro della Difesa Roberta Pinotti.

Un’esultanza quella di  Renzi e degli altri esponenti di Governo contestata dal vicepresidente di Casapound Simone di Stefano che ad Intelligonews ha affermato:_ 
"Noi di CasaPound, nello specifico mio padre, si è fatto consegnare la perizia depositata dagli indiani, cosa che a nessuno in Italia gli è passato per la testa di fare, e l’ha confutata punto per punto con un lavoro che ormai porta avanti da quando è iniziata la vicenda. Poi tutto questo nostro lavoro è stato presentato a Strasburgo, alla Commissione Esteri: insomma, tutto questo lavoro che doveva fare lo Stato italiano, in realtà l’ha fatto CasaPound, questa è la vera verità. Qualsiasi prova di innocenza dei nostri soldati è stata proposta e portata avanti solo da CasaPound". 
Girone torna a casa, l'India dice sì ma sul 'merito' è polemica
L'importante ad ogno modo è che Girone torni in Italia e che possa attendere l'esito della vicenda giudiziaria nel suo Paese dopo tanti anni di autentico esilio. 

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