Terzo settore, riforma è legge: servizio civile anche all'estero, cambia impresa sociale

26 maggio 2016 ore 18:17, Andrea De Angelis
Sono passati due anni da quando vennero approvate quelle che allora erano solo le linee guida per la riforma del terzo settore. La Camera ora in terza lettura, con soli 78 voti contrari, ha approvato il disegno di legge rendendolo dunque legge dello Stato. 

L'ok definitivo arriva una settimana dopo che la commissione Affari sociali di Montecitorio aveva respinto tutte le proposte di modifica. Ciò significa che il provvedimento passa in una versione uguale a quella trasmessa dal Senato due mesi fa, alla fine del mese di marzo. Tradotto: rimane anche uno degli articoli più discussi (il 10) che istituisce la Fondazione Italia Sociale. 
Polemiche a parte, oggi i cittadini si chiedono cosa cambi per un settore che riguarda circa il 10% degli italiani. Via libera all’allargamento dei settori di attività delle imprese sociali, consentemdo queste organizzazioni senza scopo di lucro – che svolgono attività come l’assistenza socio-sanitaria e l’inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate – di distribuire utili (anche se con l’obbligo di destinarli in misura “prevalente” allo svolgimento delle attività statutarie). C'è poi un'altra novità importante: con l'approvazione di questo disegno di legge si istituisce il Consiglio nazionale del terzo settore come organo di consultazione sulle politiche in materia. Per quanto riguarda la trasparenza su entrate e uscite, l’articolo 3 prevede una revisione del Codice civile nella parte relativa ad associazioni e fondazioni, in modo da rendere obbligatoria l’informazione “anche verso i terzi” attraverso “forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell’ente”. La modalità prevista è la comunicazione attraverso il sito dell'ente.
Terzo settore, riforma è legge: servizio civile anche all'estero, cambia impresa sociale
L’articolo 8 ridisegna poi le norme sul servizio civile nazionale con la “previsione di un meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti di giovani di età compresa tra 18 e 28 anni” che potranno essere chiamati a prestare servizio anche in uno degli stati membri dell’Ue e al di fuori dell’Unione per “iniziative riconducibili alla promozione della pace e della nonviolenza e alla cooperazione allo sviluppo”.

Cambia, infine, la definizione di impresa sociale: "impresa privata con finalità d’interesse generale, avente come proprio obiettivo primario la realizzazione di impatti sociali positivi conseguiti mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale, che destina i propri utili prevalentemente al raggiungimento di obiettivi sociali e che adotta modalità di gestione responsabili, trasparenti e che favoriscono il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività".



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