Magi (Radicali): “Bene, legalizzazione cannabis obiettivo urgentissimo e senza rischi come con unioni civili"

26 maggio 2016 ore 17:20, Lucia Bigozzi
“La legalizzazione della cannabis è un obiettivo urgentissimo”. Riccardo Magi, segretario nazionale dei Radicali Italiani ribadisce il concetto commentando con Intelligonews l’annuncio del sottosegretario Della Vedova secondo il quale entro il 2016 si arriverà alla “cannabis legale”. 

Il governo ha annunciato la legalizzazione della cannabis entro il 2016. Come lo valuta? E’ un atto necessario o un pericoloso per la salute dei ragazzi?

"Lo vedo con favore perchè a nostro avviso è un obiettivo urgentissimo. Tant’è che abbiamo lanciato da poco più di un mese un’iniziativa popolare nazionale, ovvero una legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della coltivazione, detenzione e commercio della cannabis e i suoi derivati che è una proposta di legge per alcuni aspetti, anche più avanzata di quella dell’Intergruppo promosso da Della Vedova. Il nostro scopo è dare vita a mobilitazione popolare nel Paese anche per aiutare l’iter di quella legge e magari fare in modo che noi riusciamo a depositare il testo della legge di iniziativa popolare quando ancora è in corso la discussione e quindi saranno riunificati tutti i testi con l’obiettivo di evitare che avvenga su questa proposta di legge, ciò che è avvenuto con le unioni civili. In altre parole evitare che su questi temi vi sia un compromesso al ribasso e a suon di emendamenti venga snaturato il testo".

Magi (Radicali): “Bene, legalizzazione cannabis obiettivo urgentissimo e senza rischi come con unioni civili'
Cosa risponde a chi dice che così si va verso la fabbrica statale degli spinelli?

"Ma quale fabbrica statale… Noi parliamo di legalizzazione, non di liberalizzazione perché la liberalizzazione è quella che attualmente esiste in tutte le città italiane dove a tutte le ore di possono comprare tutti i tipi di droghe. Ormai ce lo dice anche la Direzione nazionale Antimafia nella sua relazione che le politiche proibizioniste hanno fallito. Si spende tantissimo in repressione eppure non diminuisce il consumo perché, come ci ha mostrato nell'arco degli ultimi decenni Marco Pannella che fece la prima disobbedienza civile sulla cannabis nel 1975, è un’illusione pensare che proibendo ai cittadini di assumere sostanze con determinati effetti si sconfigge il narcotraffico. Per altro a queste soluzioni di legalità ci stanno arrivando anche altri Paesi nel mondo, ad esempio l’America Latina, molti Stati in America, il Portogallo: occorre legalizzare la cannabis e in generale, spostare gli interventi dalla repressione alla informazione, assistenza sanitaria per chi ha problemi di dipendenza. E’ il primo passo, con la nostra proposta di legge noi prevediamo la possibilità della coltivazione domestica di cannabis, ora punita con pene più gravi della semplice detenzione. Noi, invece rendiamo legale la coltivazione domestica, sia in forma singola che associata e anche la commercializzazione, quindi ci potrà essere tutto un settore di produzione e commercio che si può sviluppare, con dei grossi introiti dal punto di vista fiscale anche per lo Stato".

Come risponde a Crepet da psichiatra racconta a Intelligonews di aver visto molti ragazzi uscire di testa dopo uno spinello? Come risponde all'allarme lanciato da Crepet? 

"Mi stupisce che Crepet, proprio perché tecnico e medico, usi l’espressione uscire di testa se l’ha usata veramente. Si vedono uscire fuori di testa anche persone che non hanno assunto nulla e persone che assumono sostanze legali come l’alcol o i super-alcolici. E’ evidente che se ci sono persone che vivono un disagio o una condizione di malattia o disagio mentale, queste sostanze possono avere degli effetti più forti, ma questa non è una motivazione per non cambiare le politiche fallimentari del nostro Paese. Altrimenti, Crepet dovrebbe dire che va proibito anche l’alcol". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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