Meno soldi, più morti: crisi e disoccupazione "rafforzano" i tumori

26 maggio 2016 ore 23:16, Andrea De Angelis
L'intuito avrebbe potuto già dare una risposta a un quesito tanto semplice quanto drammatico: la crisi economica come si lega alla mortalità dovuta a malattie cosiddette importanti? Ad esempio i tumori? Perché curarsi è sì un diritto, ma farlo al meglio e nei tempi giusti richiede anche controlli periodici, medicinali a volte costosi, terapie e via dicendo. Accade per una frattura o una semplice infiammazione di un certo livello. Figuriamoci per il cancro. 

Ora la risposta arriva anche da uno studio pubblicato su 'Lancet'. Si tratta di un'analisi completa sull'effetto della disoccupazione e dei cambiamenti nella spesa pubblica per la salute sui decessi per cancro. I ricercatori della Harvard University, dell'Università di Oxford, dell'Imperial College di Londra e del King's College di Londra hanno utilizzato i dati della Banca mondiale e dell'Organizzazione mondiale della sanità per esaminare il legame tra disoccupazione, spesa sanitaria e mortalità per cancro in oltre 70 Paesi, per un totale di oltre due miliardi di persone. Le tendenze sono quelle del ventennio che va dal 1990 al 2010, quando la crisi economica era già scoppiata e riempiva le pagine dei giornali (svuotando le tasche di milioni di persone). 
Lo studio ha rilevato innanzitutto che quando sale la disoccupazione si registra un aumento dei decessi in tutti i tipi di cancro. Attenzione però: ciò non vale per i Paesi con un'assistenza sanitaria universale. Un dato emerge e preoccupa su tutti: l'associazione tra disoccupazione e mortalità per cancro risulta più forte per i tumori curabili, e gli autori dicono che questo rafforza l'importanza di avere accesso alle cure. Anche perché morire per un tumore curabile fa rabbia. E tanta. 

Meno soldi, più morti: crisi e disoccupazione 'rafforzano' i tumori
"Il cancro è una delle principali cause di morte nel mondo. Quindi comprendere in che modo i cambiamenti economici influenzano la sopravvivenza è cruciale", ha detto Maruthappu, uno tra i principali autori dello studio. "Tagli alla sanità – ha aggiunto - possono costare la vita. Se i sistemi sanitari hanno limiti di finanziamento, questi devono essere accompagnati da miglioramenti nell’efficienza per garantire ai pazienti lo stesso livello di cura, a prescindere dal contesto economico e dall’occupazione".
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