La vendetta della Santanchè

26 marzo 2013 ore 10:37, Pietro Romano
La vendetta della Santanchè
Chi la conosce bene assicura che Daniela Santanché stia meditando una fredda vendetta. Per ora, però, a gustarsi la vittoria è Isabella Votino, “Isa” per il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, e per gli amici intimi. Intanto a fare le spese del braccio di ferro tra le due prime donne del centrodestra lombardo è stata Paola Ferrari, la giornalista sportiva nuora di Carlo De Benedetti. A proporre la Ferrari come assessore regionale era stata proprio la neodeputata Santanché, plenipotenziaria di Silvio Berlusconi per gli affari della giunta Maroni. Ma la Votino, portavoce dell’attuale leader leghista dai tempi del Viminale, si è opposta non tanto per contrastare la giornalista quanto per dimostrare la propria forza e ricordare alla Santanché che il presidente è Maroni. Non lei. E la Ferrari è rimasta alla Domenica sportiva. Isa Votino, 33enne di Montesarchio, in provincia di Benevento, arrivò a Roma come assistente parlamentare dell’allora viceministro Pasquale Viespoli, una vita a destra, oggi fuori dal Parlamento. Da Viespoli la Votino passò alla segreteria di Gianni Alemanno e quindi, pare raccomandata a Bobo da un esponente dell’entourage di Gianfranco Fini, al Viminale con Maroni. Prima di diventare portavoce del neopresidente lombardo, la Votino svolgeva lo stesso incarico per Maroni da segretario della Lega. E aveva preso anche la responsabilità delle relazioni istituzionali del Milan. Non pare che abbia lasciato nessuno dei due ruoli. Ma proprio sul fronte Milan si potrebbe vedere quanto davvero conti la Santanché per il Cavaliere.
autore / Pietro Romano
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