C'era una volta l'ultrà

26 marzo 2013 ore 12:47, Francesca Siciliano
C'era una volta l'ultrà
C'era una volta l'ultrà (eurilink Ed.). È uno “studio socioculturale” condotto da Roberto Massucci (dirigente della Polizia di Stato) e Nicola Ferrigni (sociologo e ricercatore sociale) e promosso dall'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive in collaborazione con i ricercatori della Link Campus University. Oltre 2500 tifosi intervistati, oltre 2500 testimonianze raccolte tra chi “scende in campo” in prima persona, da ultrà. «Questa ricerca nasce dall'esigenza di far luce sul mondo degli ultras» sostiene il prof. Ferrigni, contattato da IntelligoNews. «Di fronte agli scontri violenti negli stadi, ormai episodi sporadici, la stampa e la comunicazione evocano sempre alcune scene forti, come il motorino lanciato dallo stadio di San Siro». I dati oggettivi che emergono dello studio, invece, sottolineano come gli scontri ormai possono contarsi sulla punta delle dita, in termini di morti e feriti. Dunque l'ultras è cambiato? «Sì, per una molteplicità di motivi e di fattori – spiega il sociologo -  in primis grazie alla sicurezza negli stadi che ha compiuto notevoli passi avanti in materia normativa. Ma la figura dell'ultras  è cambiata anche da un punto di vista sociologico: la società stessa negli ultimi vent'anni è cambiata, è cresciuta culturalmente. E anche la tifoseria è cambiata nelle sue connotazioni, nelle sue peculiarità e nel modo di vivere, ad esempio, le trasferte». Rispetto al passato, infatti, quando si andava solo la domenica allo stadio, concentrando la tensione alle 15, «ora c'è il cosiddetto spezzatino: la frammentazione delle partite durante la settimana con una conseguente diminuzione della tensione». Anche la tessera del tifoso andrebbe annoverata tra le cause scatenanti della diminuzione della violenza negli stadi. «Eppure – continua Ferrigni - è stata vissuta in maniera sbagliata rispetto alle sue peculiarità originarie. Mi sono “divertito” nel chiedere quale fosse la causa della diminuzione dei tifosi in trasferta, e  molti ultras hanno sostenuto si trattasse per la tessera del tifoso. Ma quando ho chiesto loro la conoscenza reale della normativa (quindi: a che serve la tessera del tifoso?) in pochi la conoscevano». Quanto ha influito dunque la strumentalizzazione da parte di media e tv? «Moltissimo – ha concluso il professore -  ha fatto sì che i tifosi protestassero a prescindere dalla conoscenza o meno di tessera e normativa».  
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