Divorzio: Papa Francesco “sorpassa” il maratoneta Renzi

26 marzo 2014 ore 12:45, intelligo
Divorzio: Papa Francesco “sorpassa” il maratoneta Renzi
Il Vaticano toglie il freno, Montecitorio no. E se Renzi vuole correre Papa Francesco va più veloce. Detta così può sembrare un paradosso, ma il dato c’è: Oltretevere si accorciano i tempi per l’annullamento del matrimonio religioso, mentre in Italia l’introduzione del “divorzio breve” si è arenata nella ‘palude’ parlamentare. La notizia è che la Santa Sede sta per emanare una “regola”, alias normativa che velocizza in maniera sostanziale l’iter per il cosiddetto “divorzio cattolico”.
Finora per sciogliere il matrimonio cristiano servono all’incirca due anni, mentre in Italia la legge dice che servono tre anni dalla separazione al divorzio. La “riforma” già avviata da Benedetto XVI è finalizzata ad accelerare i tempi con l’obiettivo di dimezzarli e soprattutto di snellire la procedura. In Vaticano sono già al lavoro gli esperti del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (una specie di ministero della giustizia vaticana): negli ultimi anni le richieste di nullità dei matrimoni ha fatto registrare numeri elevati. Ma c’è un’altra novità significativa: se prima ricorrere alla Sacra Rota era solo per chi poteva permetterselo economicamente, adesso l’accesso è reso più agevole per tutti: il costo dell’intera procedura oscilla tra i 1500 ai 3000 euro. L’intenzione di accelerare sull’iter è derivato anche dalle osservazioni messe nero su bianco nei questionari restituiti in occasione del Sinodo sulla famiglia dai quali è emersa la sollecitazione a velocizzare i procedimenti. Un passo che dimostra come in Vaticano si punti molto di più sulla preparazione pre-matrimoniale come “investimento” su nozze più solide e consapevoli. Ma quanti sanno come funziona? E’ presto detto: sul piano tecnico si tratta dell’annullamento dell’unione tra due coniugi dal momento che per la dottrina cattolica il matrimonio “è uno e inscindibile”. Nel nostro paese sono operativi 18 tribunali ecclesiastici regionali che si occupa delle cause di nullità. C’è un primo grado di giudizio del processo che, mediamente, ha la durata di un anno. Successivamente c’è un secondo grado di giudizio (all’incirca della durata di un anno) che deve essere conforme al primo. In caso contrario è previsto il ricorso alla Sacra Rota che si potrebbe paragonare alla nostra Cassazione. Infine, il diritto canonico indica una serie di motivazioni alla base della nullità del matrimonio tra le quali l’inganno, incapacità psichica o insufficiente uso della ragione, impotenza. Negli ultimi anni sono state introdotte altre motivazioni di base: dal narcisismo alla tendenza alla poligamia, all’abuso di alcol alla tendenza costante a dire bugie. Non solo ma proprio di recente a Genova il Tribunale ecclesiastico ha messo nel novero delle motivazioni che potrebbero portare all’annullamento del matrimonio anche il “mammismo”. Segno dei tempi che cambiano nella società e che il Vaticano di certo non sottovaluta.
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