Malgieri: "Con Le Pen il conservatorismo popolare torna in campo"

26 marzo 2014 ore 15:00, Fabio Torriero
Malgieri: 'Con Le Pen il conservatorismo popolare torna in campo'
C’è ancora spazio per un “partito conservatore” in Italia, espressione di un pensiero conservatore combattivo e nuovamente sceso in campo, dopo la deriva berlusconiana e l’esperienza di An (confluita nel Pdl e al momento ripresa da Fratelli d’Italia)? Sì e no, ma comunque a patto che si sgombri il campo dai fraintendimenti, dalle ambiguità soprattutto culturali (consigli per gli acquisti: abolire il termine moderati, che non significa nulla; abrogare ogni tentazione tradizionalista-nostalgica, c’è differenza tra il culto delle ceneri e la fiamma che non si estingue mai). Se, infatti, si perde la battaglia delle parole, ebbe modo di dire lo scrittore cattolico francese George Bernanos, si perde la battaglia delle idee. E a patto che si combatta il pensiero unico, la dittatura del politicamente corretto, il vero “partito conservatore”, cioè le lobby, le caste, le corporazioni, gli apparati immobilisti della burocrazia, della finanza, della moneta e dell’economia, delle banche, le nomenklature stataliste, intellettuali radical-chic, i sindacati etc, che difendono tenacemente lo status quo. Perché proprio i conservatori da noi hanno fatto le riforme: dalla modernizzazione della destra storica, alla legislazione sociale di Giolitti. Oppure, leader, uomini politici che sono passati da sinistra a destra (a partire da Mussolini, passando per Craxi). Partiamo da un dato certo: come si riconosce un conservatore? Perché rispetto ad un progressista che considera sempre l’oggi, l’oggi da buttare in nome di un utopico e continuo cambiamento, il conservatore si considera sempre incinto, gravido, sa che la vita non inizia con lui e non finisce con lui. Raccoglie un patrimonio, un bagaglio di esperienze, di valori che gli viene trasmesso dai padri e che a sua volta tramanda ai figli, dopo averli rielaborati, attualizzati. Questo (e molto di più) è quanto emerso ieri, nella presentazione del nuovo libro di Gennaro Malgieri (Conservatori europei del Novecento, un’antologia”, edito da 'I libri del Borghese'), che si è svolta a Roma, nel prestigioso e blasonato palazzo Ferrajoli e a cui hanno partecipato, oltre all’autore, Marcello Veneziani, Giuseppe Del Ninno, e l’editore Luciano Lucarini. Presenti anche in sala esponenti del mondo politico (Benedetti Valentini, Silvano Moffa, Pasquale Viespoli, Massimo Anderson, Riccardo Pedrizzi), docenti universitari e intellettuali noti d’area (Gianfranco De Turris, Vincenzo Pacifici), il principe Lillio Sforza-Ruspoli. Il lavoro di Malgieri è meritorio, e arriva nel momento giusto: è il gusto e il valore della rilettura (ottima la scelta antologica, da Panfilo Gentile a Ernst Junger, da Charles Maurras a Josè Ortega Y Gasset, da Giuseppe Prezzolini a Oswald Spengler, da Aleksander Solzenicyn a Bernanos, da Carl Schmitt a Caspar Von Schrenck-Notzing), per chi ha bisogno di ritrovare il senso di un dna esistenziale e politico e della lettura, e per chi si accinge a scegliere, appartenere oggi ad un mondo, che ha saputo anticipare profeticamente molti aspetti nefasti della società attuale: il trionfo del relativismo, la scomparsa delle sovranità, delle tradizioni, delle diversità e peculiarità dei popoli.
Malgieri: 'Con Le Pen il conservatorismo popolare torna in campo'
Intercettato da IntelligoNews, Malgieri ha così risposto
alla domanda su quanto di conservatore ci sia nel Fn della Le Pen:Molto, si tratta di un conservatorismo popolare che ha avuto il coraggio di risollevare le bandiere dell’identità, della tradizione, dello Stato nazionale, della Francia eterna, della sovranità, del modello naturale di famiglia, la religione, specialmente nei suoi effetti sociali, e di contrapporle al pensiero unico, alle caste, alle lobby, a certa globalizzazione, al governo mondiale dell’economia. Ed è il segno di una forte contestazione alla Ue che non si è data una veste politica, ma ha solo pensato ad omologare. Non a caso l’atto simbolico più importante che Marine Le Pen fa fare al suo Fn è l’omaggio a santa Giovanna D’arco, eroina di Francia. Tutto dire".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]