L’Onu apre i benefici economici ai coniugi gay e la Russia reagisce

26 marzo 2015, intelligo
di Raffaele Mancino

L’Onu apre i benefici economici ai coniugi gay e la Russia reagisce
L’Onu ha deciso di estendere ai coniugi gay i benefici economici spettanti ai membri del personale dell’organizzazione. La Commissione bilancio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha difatti rigettato la richiesta della Russia di bocciare tale proposta di estensione. 

Ben 80 Stati membri hanno votato contro la risoluzione russa, 43 si sono espressi in senso favorevole, mentre altri 37 hanno preferito astenersi. L’Unione Europea e gli Stati Uniti, in particolare, hanno cercato in tutti i modi di frenare le intenzioni della Russia, la quale per contro ha avuto il supporto di Paesi arabi e musulmani, oltre che della Cina e dell’India.

Finora il godimento di tali benefici dipendeva esclusivamente dai diversi Paesi d’origine. Un cittadino italiano, ad esempio, non ne poteva usufruire poiché l’Italia non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso. D’ora in poi, invece, tutte le coppie gay legalmente sposate avranno diritto a ottenere questo trattamento, a prescindere dalla legge in vigore nel proprio Paese d’origine.

A favore dell’estensione dei benefici ai coniugi omosessuali si era speso in prima persona il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon, da sempre strenue sostenitore e difensore dei diritti dei gay, che proprio alcuni mesi fa aveva criticato duramente le persecuzioni nei confronti dei gay che stanno prendendo piede in Russia, soprattutto a seguito di una controversa legge contro la ‘propaganda omosessuale’ fortemente voluta dal Presidente Putin.

Immediata la reazione del vice ambasciatore russo presso le Nazioni Unite: “Era meglio lasciare le cose come stavano” – ha dichiarato Petr Iliichev. – “Finora l’Onu ha dimostrato di rispettare le diversità culturali di ciascun Stato membro”. 
Dura e altrettanto immediata la replica dell’ambasciatrice statunitense Samantha Power: “Dobbiamo dirlo chiaramente. La Russia ha cercato di ridurre l’autorità del Segretario Generale e di importare qui all’ONU la stessa ostilità contro le persone LGBT che attua in casa propria”.

Una decisione, quella dell’Assemblea Generale, destinata inevitabilmente a far discutere, che si inserisce peraltro tra le spinose polemiche scaturite negli ultimi giorni a seguito delle dichiarazioni di Dolce e Gabbana e della conseguente campagna di boicottaggio adottata nei loro confronti

È del resto ancora troppo presto per dire se un provvedimento del genere sarà in grado di produrre contraccolpi o ricadute nei singoli Stati membri. Sta di fatto però che, almeno su questo, l’Italia si è fatta trovare in qualche modo pronta. 

È del Maggio 2013, difatti, la decisione della Camera dei Deputati di concedere l’assistenza sanitaria ai conviventi gay dei deputati, battaglia portata avanti già nella scorsa legislatura dalla parlamentare del Pd Anna Paola Concia. Un piccolo vanto per un Paese come il nostro che, in tema di diritti civili, ha ancora molta strada da percorrere.


autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]