Italicum, Fassina (Pd): “Noi in un angolo sempre più stretto. Lunedì l'ennesima farsa"

26 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, Fassina (Pd): “Noi in un angolo sempre più stretto. Lunedì l'ennesima farsa'
“Renzi sta facendo di tutto per dividere. Vuole lo scontro, vuole la conta con l’ennesima e scontata prova di forza”. Più chiaro di così: Stefano Fassina, parlamentare della minoranza dem, tiene il punto sulla controversa questione dell’Italicum e a Intelligonews, anticipa mosse e scenari in vista della direzione Pd…

Renzi blinda l’Italicum e dice che è come gli 80 euro avvertendo che “chi rema contro si fa fuori da solo”.  Voi avete già detto che così come è la legge non la votate. Quindi che succede? Siamo al vero redde rationem?

«Mi pare che il presidente del Consiglio faccia di tutto per dividere su un tema che non è come quello degli 80 euro; stiamo parlando di una legge che ha rilievo costituzionale e che insieme alla revisione del Senato cambia in modo surrettizio la forma di governo e introduce un presidenzialismo di fatto, senza necessari contrappesi. Quindi il tema è radicalmente diverso dagli 80 euro in busta paga. Il premier vuole lo scontro a tutti i costi, invece di cercare un punto di incontro non solo con una parte del Pd ma con una parte rilevante del Parlamento che sulle riforme alla quale sulle riforme di rilievo costituzionale deve dare ascolto».

Come vi attrezzate per lo “scontro”?

«Continueremo a fare quello che abbiamo fatto in questi mesi: proposte di merito, nella speranza che il Parlamento abbia l’’autonomia dal governo che la Costituzione gli riconosce, in particolare sui temi di rilevanza costituzionale. La scontata prova di forza prevista dal presidente del Consiglio per lunedì prossimo nella direzione nazionale del Pd è l’ulteriore manifestazione di quanta poca attenzione abbia nei confronti del Parlamento»

Sì’ ma in concreto lunedì che succede?

«Il presidente del Consiglio vuole lo scontro, vuole la conta, facendo per l’ennesima volta una finta discussione. Ci sarà una conta con un esito assolutamente scontato che vedrà prevalere a larghissima maggioranza la posizione del presidente del Consiglio, come del resto è sempre avvenuto nell’ultimo anno in un partito che ha dimostrato scarsa capacità di una discussione vera e delegittimazione morale dei punti di vista diversi da quelli del presidente del Consiglio»

Insisto: l’Italicum potrebbe essere il punto di rottura definitivo tra minoranza dem e maggioranza renziana e magari segnare il vostro approdo al progetto di Landini anche sulla scorta dell’input che avete lanciato nella vostra assemblea di sabato scorso?

«In questi mesi siamo stati sul merito delle questioni, abbiamo fatto proposte e continueremo a farle. La partita è molto seria: qui non è l’ennesimo scontro tra pezzi di Pd; è un questione di straordinaria rilevanza per la democrazia del nostro Paese. Noi stiamo sul merito e vogliamo correggere un presidenzialismo di fatto, che farebbe arretrare la qualità della democrazia nel nostro Paese».

Che mossa è quella decisa da Renzi di anticipare il passaggio dell’Italicum in Parlamento prima delle regionali?

«Secondo me il presidente del Consiglio coglie il momento di particolare difficoltà interno al partito e quindi cerca di portare a casa il massimo risultato possibile per tentare di mettere in un angolo ancora più stretto, chi di noi ha espresso proposte per evitare un arretramento della nostra democrazia»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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