Putin: da comunista a patriota. Parla Malgieri

26 marzo 2015, intelligo
Putin: da comunista a patriota. Parla Malgieri
Il libro “Putin, storia di un leader. La Russa, l'Europa, i valori”, pubblicato in Italia a cura della casa editrice Pagine (libri de Il Borghese), diretta da Luciano Lucarini, scritto da Nelli Goreslavskaya è stato presentato lunedì scorso a Roma, nel corso di una tavola rotonda che si è tenuta a Palazzo Ferrajoli, a cui hanno partecipato Gennaro Malgieri, giornalista, scrittore, già Cda Rai, parlamentare e direttore de “Il Secolo”, Giuseppe Sanzotta, direttore di Italiani.it ed ex direttore de Il Tempo, Mauro Mazza, direttore Rai1 e Fabio Torriero, direttore di IntelligoNews. 

Esponenti del mondo della cultura e dell’informazione, quindi, si sono interrogati sulla figura e il ruolo del leader russo, per molti aspetti ancora sconosciuto. Il libro pubblicato dall’editore Lucarini, il primo in assoluto in Italia, è un valido strumento per approfondire il tema. IntelligoNews ha raggiunto Gennaro Malgieri per un commento. 

Malgieri, chi è Vladimir Putin?

«Putin per molti è un enigma. In realtà, per semplificare, possiamo definirlo un patriota russo che si è fatto da solo, partendo da un’infanzia difficile e dura, un uomo che ha attraversato il comunismo e si è lanciato da protagonista in questa nuova fase storica del suo Paese. Un patriota per dna, quale intende mostrarsi anche a quell’Occidente che stenta a capirlo.
Uno statista che vorrebbe che la sua Russia rimanesse fedele ai valori che preesistevano al comunismo e che sono tornati fortemente prevalenti nella opinione pubblica, e che vuole giocare un nuovo ruolo nella scacchiera geopolitica del continente. Putin può essere un grande alleato dell’Europa e lui non chiede altro che questo». 

Entriamo nello specifico. Cosa chiede all’Europa e a quel mondo che gli ha messo le sanzioni? Che lo vede come un pericolo, quasi da ritorno della guerra fredda (si pensi alla sindrome dell’Orso Sovietico)? 

«Presso circoli intellettuali e politici russi si parla sempre più diffusamente della creazione di un’area ben precisa che potrebbe essere definita Eurasica. In questo momento sarebbe quanto mai auspicabile un’operazione di questo genere, considerando pure il pericolo rappresentato dal fondamentalismo islamico che minaccia non solo il Mediterraneo, ma tutto il mondo».

Putin nostro alleato?

«Putin può essere non soltanto un interlocutore, ma un legittimo alleato ad una lotta comune per far fronte a questa nuova emergenza. Chi invece fa di tutto per cercare di isolare Putin, non si accorge che in questa maniera mina quella sicurezza internazionale alla quale a parole si richiama costantemente.
Il riferimento agli Stati Uniti d’America e a buona parte delle nazioni dell’Unione Europea è abbastanza chiaro ed esplicito. C’è, infatti, una riflessione critica da fare e che riguarda il ruolo degli Usa nel nuovo ordine mondiale unipolare, dopo la caduta del muro di Berlino. Il mondo deve andare verso un ordine mondiale plurale che non significa tornare alla guerra fredda. E questo Putin l’ha perfettamente capito».

In che misura la cultura di destra oggi può essere interessata a Putin? 

«Chiunque abbia a cuore l’idea di sovranità, la tradizione, i valori nazionali, vorrei dire anche religiosi non negoziabili, poiché Putin crede che l’anima della Russia sia soprattutto l’anima religiosa, necessariamente non può che guardare a lui con interesse e apertura, senza pregiudizi ideologici. E non è un caso che in Europa  vengano riscoperti scrittori come Alexander Dugin, che è la punta di lancia di un filone che potremmo definire rivoluzionario-conservatore. E’ il segno di una svolta nella cultura che speriamo porti ad una nuova sensibilità politica».
autore / intelligo
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