Bernardini (Radicali): “Pillola 5 giorni dopo super testata, ora evitare tour delle farmacie"

26 marzo 2015, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews, Rita Bernardini, segretaria dei Radicali italiani, da sempre in prima
Bernardini (Radicali): “Pillola 5 giorni dopo super testata, ora evitare tour delle farmacie'
fila nelle battaglie sui diritti civili, accoglie molto favorevolmente la decisione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) sulla pillola dei 5 giorni dopo: niente prescrizione tranne che per le minorenni.

Per la pillola 5 giorni dopo servirà la ricetta solo per le minorenni. Cosa ne pensa di questa apertura?

«Sono favorevolissima, così avviene nel resto dell’Europa. Abbiamo chiesto che fosse un farmaco da banco perché può evitare gravidanze indesiderate con tutte le conseguenze che portano, come gli aborti. E’ meglio che nel caso di rapporti a rischio, determinati da tante cause, si possa decidere se utilizzare questo farmaco che è super testato».

Eppure il Consiglio Superiore della Sanità si era espresso in maniera negativa paventando il rischio di abuso del farmaco.

«L’abuso ci può essere su qualsiasi farmaco, non credo che le persone siano cosi irresponsabili da assumerli con leggerezza. E’ un po’ quello che si diceva per la legge sull’aborto: adesso tutte le donne andranno ad abortire. Non è stato così, anzi, avvicinare le donne ai consultori ha fatto in modo che conoscessero metodi anticoncezionali che prima ignoravano. Gli aborti invece che aumentare sono drasticamente diminuiti. Certamente va fatta una campagna di informazione, non ci sono dubbi, perché si tratta di una pillola di emergenza e in questo modo va presentata».

Come giudica la posizione dei medici cattolici che parlano di “aborto mascherato”?

«Mi sembra quasi che preferiscano l’aborto quando si è più avanti nella gravidanza. A me non pare che questa pillola sia abortiva perché impedisce semplicemente l’attecchimento dell’ovulo appena fecondato. Questi medici comunque fanno bene a sconsigliarlo alle donne cattoliche che credono in ciò che afferma la Chiesa. Potranno anche dire che è un peccato ma la laicità dello Stato impone scelte diverse».

Qualcuno ha sollevato il problema dell’obiezione di coscienza anche per i farmacisti. Qual è la sua posizione?

«L’obiezione di coscienza legata all’aborto è stata stravolta. In alcuni Regioni, gli obiettori sono via via aumentati fino ad arrivare al 90%, come in Basilicata. Ciò significa che sono stati sottoposti a pressioni, la legge invece dice che lo Stato deve assicurare questo tipo di intervento. Non vorrei che si arrivasse a far emigrare le donne laddove ci sono farmacie che non hanno obiettori rendendo quindi più difficile l’accesso alla pillola. Le donne in Basilicata spesso sono costrette ad andare fuori dalla loro Regione».
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