Antiterrorismo, Tonelli (Sap): "Alfano ci prende in giro. Utile ma pericoloso il libero accesso ai pc"

26 marzo 2015, Marta Moriconi
Antiterrorismo, Tonelli (Sap): 'Alfano ci prende in giro. Utile ma pericoloso il libero accesso ai pc'
Il decreto antiterrorismo è in Commissione alla Camera. Intanto tra le novità approvate si sa già che la polizia potrà accedere ai pc degli italiani. Il Segretario Generale del sindacato di Polizia Sap, Gianni Tonelli,  è perplesso, ma è più duro con alcune dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Interno Angelino Alfano che parla di squadre anti-Isis: “Fumo negli occhi” attacca.
  
La Polizia potrà utilizzare programmi per acquisire dal pc le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico. Sì anche all’intercettazione preventiva sulle reti informatiche. Siete soddisfatti? 

“Sì, per noi è utile. Il problema è che fino a che punto ci si può muovere in uno Stato di diritto? Perché voglio dire, si potrebbe giustamente parlare di privacy visto che oggi viviamo sul web e tutti i nostri comportamenti si basano su relazioni e contatti in rete, e così verrebbe meno il “domicilio inviolabile” che tutela la nostra Costituzione. Tutto dipende da quanto siamo disposti a pagare”. 

Il ministro Alfano in un’intervista al Quotidiano Nazionale ha parlato di un’altra novità: stanno facendo dei corsi d'addestramento per avere delle squadre ad hoc che si specializzino anche nell'emergenza antiterrorismo. Alla fine vi hanno ascoltato? 

“Fumo negli occhi. E tra l’altro l’ha anche sbandierata come sua idea. Non è tanto un problema di patrocinio di idee, ma c’è uno studio che abbiamo già mandato da oltre 2 mesi fa al premier Renzi, quindi dico: è uscito un po’ in ritardo. In luogo di un corso di addestramento per gli operatori che fanno servizio sul controllo del territorio (volanti e reparti prevenzione crimine) che doveva durare 40 giorni ossia 6 settimane lui vuole sostituire a questo corso un altro di livello superiore di tre settimane. Questa è la presa in giro della spending review!”. 

Ma risolverà il problema che avete posto almeno? 

“No, non risolve affatto il problema posto da noi in 6 punti, quello cioè di creare un corso di 6 settimane full immersion nel quale potevano essere avviati 12000 operatori (era in un programma triennale) per poter affrontare un possibile nuovo caso Charlie Hebdo, ossia il pericolo che le pattuglie possano essere aggredite. Perché questi nuovi terroristi non cercano un’azione dimostrativa no, ma il martirio e volendoti uccidere. Allora una possibilità ai miei colleghi gliela vogliamo dare? La sicurezza dei cittadini e la vita dei poliziotti valgono di più o di meno della polvere che c’è a Montecitorio e che costa 7milioni all’anno?”.

Boccia la “squadra anti-Isis” di Alfano, Tonelli? 

Assolutamente sì. E’ una presa in giro. Un corso di tre settimane come può essere superiore a uno, che viene già attualmente fatto e che comunque era insufficiente, ma almeno di 6 settimane. Questo sembra più un modo di vendersi una patacca per un prodotto nuovo”. 

Negli sbarchi non c’è evidenza del fatto che ci siano terroristi o aspiranti terroristi sui barconi afferma sempre Alfano a Qn...

“Le certezze del ministro Alfano non finiscono mai di stupire. Se lui è in grado di dire che non ci sono, allora risponda anche a questa domanda. A fronte di 170000 sbarchi anno scorso quanti sono stati gli scafisti individuati e arrestati? Glielo dico io: poche centinaia. Se non si è stato in grado di individuare neanche lo scafista, come si fa a dire se ci sono o no terroristi nei barconi considerando proprio il fatto che nella maggior parte dei casi non si fa neanche la video segnalazione?”.
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