Pilota suicida: Andreas Lubitz e i 5 precedenti

26 marzo 2015, intelligo
"Se voglio suicidarmi non uccido con me altre 150 persone". Ha detto bene il procuratore di Marsiglia, ma l'ipotesi suicidio di Andreas Lubitz per quanto riguarda la tragedia dell'A320 Germanwings si fa di ora in ora più verosimile. 

Pilota suicida: Andreas Lubitz e i 5 precedenti
Se venisse confermata non si tratterebbe comunque del primo caso nella storia dell'aviazione commerciale. Altro, infatti, è il pilota kamikaze, come a una diversa categoria appartiene quanto accaduto l'11 settembre.

Un primo precedente si verificò il 9 febbraio del 1982 quando un DC-8 della Japan air lines precipitò in mare poco prima di atterrare all’aeroporto Haneda di Tokyo per colpa di una manovra errata fatta deliberatamente dal comandante Seiji Katagiri.
La commissione d’inchiesta appurò che l’uomo - il quale, soffriva di disturbi nervosi - nonostante un tentativo di intervento di altri due membri dell’equipaggio, aveva invertito la spinta dei motori a 300 metri dalla pista, facendo precipitare l’aereo in mare. Nell’incidente morirono 24 persone e 150 rimasero ferite.

Nell’agosto del 1994, l’Atr-42 della Royal Air Maroc, con 44 persone a bordo, tra cui 8 italiani, precipitò vicino Agadir. L’aereo era diretto a Casablanca. Il ’cockpit voice recorder’, il registratore delle conversazioni di cabina, rivelarono che fu il comandante, Younis Khayati, a causare l’incidente nonostante i tentativi disperati del co-pilota, Sofia Figuiqui, la quale dopo aver lanciato per ben tre volte il ’may-day’, cercò invano di bloccare il comandante.

Il 19 dicembre del 1997 un Boeing 737 partito da Giacarta e diretto a Singapore precipitò di colpo a Palembang, in Indonesia. Morirono 104 persone. Le indagini svelarono in seguito che il primo ufficiale fu allontanato dalla cabina e il comandante in seguito a un personale dissesto finanziario decise di farla finita.

Nell’ottobre del 1999, il volo 990 della EgyptAir, partito da New York e diretto al Cairo con 217 persone a bordo, precipitò nell’Oceano Atlantico, al largo dell’isola di Nantucket (Massachusetts), subito dopo il decollo. L’inchiesta stabilì che il volo fu intenzionalmente sabotato da Gameel El-Batouty, il co-pilota il quale, secondo gli americani aveva manifestato propositi suicidi. Una tesi però mai accolta dal Cairo.

Il 29 ottobre del 2013 un volo TM470 da Maputo, in Mozambico,  a Luanda, in Angola con a bordo 27 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio precipitò mentre sorvolava il Botswana settentrionale. Le indagini svelarono in seguito che il pilota aveva fatto cadere "volontariamente" il velivolo.

A.D.A.
autore / intelligo
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