Dl antiterrorismo, Molteni (Ln): "Grazie ad Alfano ho i terroristi a 500 metri da casa mia"

26 marzo 2015, Adriano Scianca
Dl antiterrorismo, Molteni (Ln): 'Grazie ad Alfano ho i terroristi a 500 metri da casa mia'
I tosiani scissionisti? "Vanno con Fini e Alfano, quindi sbagliano". Taglia corto sulla questione il deputato leghista Nicola Molteni, che invece, parlando con IntelligoNews, si accalora di più in relazione al modo in cui l'Italia sta affrontando l'emergenza terrorismo. "Alfano è il peggior ministro dell’Interno della nostra storia, si dovrebbe dimettere. Ecco cosa bisogna fare per proteggerci dall'Isis".

Molteni, per prima cosa non possiamo non chiederle dei sei tosiani che hanno lasciato il gruppo parlamentare della Lega. Che impressione le ha fatto? 

«Dispiace da un punto di vista personale, quello sicuramente sì. Da un punto di vista politico stanno andando con Alfano e Fini, quindi si tratta di una scelta totalmente sbagliata».

Oggi Salvini è andato in in visita a uno stabile degradato di via Pietro Crespi, ma è stato contestato dai centri sociali. Insomma, siamo alle solite? 

«Ma questi sono i professionisti del crimine. La Lega manifesta sempre in modo civile, loro sempre minacciando, insultando, praticando violenza. Salvini a Milano è amato. Chi non ama Milano contesta Salvini. Semplice. Ma quelli dei centri sociali non sono milanesi, sono criminali». 

Dopo gli arresti relativi alla cellula dell’Isis in Italia, Alfano ha lanciato le “squadre speciali anti-Isis”. Si sente rassicurato ora? 

«Io non mi sento rassicurato dal fatto che abbiamo un ministro come Alfano, uno che semplicemente non può garantire sicurezza. Alfano negava ogni rischio, ora questa inchiesta conferma il contrario e se Alfano fosse una persona seria si dimetterebbe. È il peggior ministro dell’Interno della nostra storia». 

Cosa ci dicono le recenti inchieste sul terrorismo? 

«Ci dicono che il terrorismo islamico – e sottolineo islamico, perché questo è, non un generico “terrorismo globale” come dicono alcuni – c’è, è qui. È presente, è radicato, recluta e addestra. Peraltro il tunisino arrestato abitava in un paesino a 500 metri da casa mia, per dire… La verità è che l’Isis è nel nostro Paese. Questo significa che siamo in guerra e la guerra si combatte con mezzi straordinari. La procura di Palermo ha recentemente accertato il legame tra terroristi e traffico di esseri umani dalla Libia. Questo significa due cose: che l’Isis si finanzia con l’immigrazione e che si infiltra sui barconi». 

E allora che fare? 

«Semplice: bloccare i flussi, sospendere Schengen, fare un blocco navale al largo delle coste libiche. Se fossimo un paese normale, con un premier normale e con un ministro degli Interni normali faremmo questo. Purtroppo non lo siamo»
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