Roccella (Ncd): "Una pillola 5 giorni dopo "il sabato sera". Contro la salute delle donne"

26 marzo 2015, Marco Guerra
Roccella (Ncd): 'Una pillola 5 giorni dopo 'il sabato sera'. Contro la salute delle donne'
“La decisione di vendere la ‘pillola dei cinque giorno dopo’ senza ricetta va a discapito della salute delle donne”. Così ad IntelligoNews, Eugenia Roccella, deputata di Ncd ed ex sottosegretario alla Salute del governo Berlusconi. E riguardo ai timori espressi dal segretario radicale Bernardini, Roccella risponde: “Nessun rischio di non trovare il farmaco, le farmacie non possono rifiutarsi di venderlo”. 

La commissione tecnico scientifica dell’Aifa ha deciso che non c’è alcun obbligo di ricetta per la ‘pillola dei cinque giorno dopo’. Molti politici salutano con favore questa decisione affermando che non si tratta di un farmaco abortivo. Lei che idea si è fatta? 

“Ci sono dei forti sospetti che sia una pillola abortiva. Per fare chiarezza il ministero della Salute dovrebbe rendere noto il parere del Consiglio superiore di sanità. Di sicuro sappiamo che si tratta di un farmaco antinidatorio, ovvero che inibisce l’annidamento di un ovulo fecondato con meccanismi molti simili a quelli della Ru 486 ”. 

E perché sarebbe stato segretato questo parere? 

“In generale i pareri del Consiglio superiore di Sanità non vengono sempre resi pubblici, si tratta di un organo consultivo che può aiutare i vertici del ministero a prendere decisioni importanti, ma credo che questa volta sia giusto rendere pubbliche le considerazioni espresse dal Consiglio”.

Niente ricetta dunqueper la EllaOne ed eliminata anche l’obbligo del test di gravidanza… 

“La necessità del test derivava dal fatto che il farmaco è controindicato qualora ci fosse una gravidanza già in corso. Quindi parliamo sempre di questioni legate alla tutela della salute della donne e non di ordine morale. Comunque il problema principale è che, tranne la pillola dei cinque giorni dopo, tutti i contraccettivi in Italia hanno bisogno della ricetta, compresa la pillola del giorno dopo”. 

E perché questa anomalia? 

“Perché per quanto riguarda la EllaOne ci siamo adeguati a quanto indicato dall’Ema (Agenzia europea per il farmaco ndr), per questo insisto nel voler sapere cosa dice a riguardo il nostro Consiglio superiore di sanità”.

Ovviamente i Radicali hanno espresso grande soddisfazione e il segretario Rita Bernardini ha detto che ora bisogna evitare che, a causa degli obiettori, si faccia il tour delle farmacie per trovare il farmaco. Esiste davvero questa possibilità? 

“Non è proprio così, perché la farmacia non può rifiutarsi di venderlo ma è il singolo farmacista che può scegliere di essere obiettore come consentito dalla legge 194. Ma c’è un problema di fondo: per fare obiezione bisogna che il farmaco sia stato riconosciuto come abortivo. Nella fattispecie però in molti affermano che si tratta di un contraccettivo e non di un abortivo. Allora va fatta chiarezza una volta per tutte, anche per consentire agli obiettori di potersi avvalere di un loro diritto”. 

Dunque nessun tour della farmacie per trovarlo?

 “Ma no, se un farmacista si rifiuta di venderlo ci si può rivolgere al collega di turno o in casi limite ad un'altra farmacia. Fermo restando che non esistono farmacie ‘obiettrici’. Per questo era importate che restasse l’obbligo della ricetta: è il medico infatti che decide l’appropiatezza di un farmaco da somministrare. Tant’è che almeno per le minorenni è rimasto l’obbligo della ricetta, ostacolo facilmente aggirabile chiedendo di acquistarlo ad un’amica maggiorenne”. 

Si rischia quindi un’ulteriore banalizzazione dell’aborto e anche una deresponsabilizzazione in tema di contraccezione e salute sessuale. In fondo per molte ragazzine la ‘pillola dei 5 giorni dopo’ può essere vista come una soluzione come un'altra per non avere gravidanze indesiderate… 

“Esatto, in Nord Europa c’è il fenomeno del classico uso ‘post-sabato sera’. Ovvero le ragazze acquistano queste pillole, poi se hanno rapporti non protetti ne fanno uso, altrimenti no. Ma questo è un uso sconsiderato, di cui non si conoscono gli effetti, tanto meno sulle minorenni, visto che su di loro non è previsto il testo del farmaco. E questo è un altro motivo per cui andava lasciato l’obbligo della ricetta per tutti. Un medico che accerta un abuso di queste pillole da parte di una sua paziente può intervenire indicando un altro tipo di contraccettivo per tutelare la salute della donna. Ribadisco che sto tenendo fuori la questione morale e che faccio questo discorso al solo scopo di tutelare la salute delle donne”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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