Germanwings, Margelletti (Ce.S.I): “Terrorismo? Vive di azioni eclatanti. Io proposi le squadre anti-Isis"

26 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Germanwings, Margelletti (Ce.S.I): “Terrorismo? Vive di azioni eclatanti. Io proposi le squadre anti-Isis'
“Il terrorismo fa azioni eclatanti con molti morti; non mi pare che far schiantare un aereo contro una montagna in un luogo disabitato rientri nel modus operandi dei terroristi”. Nel giorno della conferenza stampa del procuratore di Marsiglia sull’Airbus della Germanwings precipitato in una zona montuosa della Provenza, il professor Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali, (Ce.S.I) con Intelligonews analizza le opzioni in campo, compreso quella di un attentato terroristico. Analisi che poi si estende alle norme anti-Isis proposte da Alfano e al ddl terrorismo. 

Airbus Germanwings. Il procuratore di Marsiglia in conferenza stampa ha escluso il suicidio del co-pilota che ha impedito al comandante di entrare in cabina; ne ha escluso anche il malore ma ha detto che si è trattato di un atto volontario. Perché? E’ verosimile la pista dell’attentato, cioè un atto terroristico?

«Tutto può essere, ma mi sembra molto difficile perché il terrorismo vive di azioni eclatanti. In base a questo modus operandi, che senso avrebbe far schiantare un aereo contro un montagna in una zona disabitata quando invece sarebbe potuto cadere in un villaggio europeo, visto che la rotta attraversava l’Europa, e provocare migliaia di morti. Con in più l’impatto mediatico che i terroristi non sottovalutano mai: sarebbero arrivati nel luogo del disastro centinaia di giornalisti e fotoreporter da tutto il mondo»

Parliamo allora di terrorismo. Le squadre anti-Isis di Alfano la convincono? Sono la risposta giusta? 

«Lo proposi io in tv il giorno dell’attentato terroristico a Charlie Hebdo, cioè prima della chiusura della vicenda quando non si sapeva ancora nulla. Analizzando l’azione terroristica emergeva che coloro i quali affrontarono a mitragliate i gendarmi che erano arrivati sul posto per bloccarli e io dissi che rispetto a quel tipo di operazione portata avanti da gente armata di fucili di assalto in ambito cittadino, in Europa non c’era nessuno in grado di contrastarla perché le forze di Polizia europee non sono strutturate con i mitra di assalto e dissi che era opportuno avere una capacità di risposta che non sia solo i Nocs o i Gis, cioè i reparti antiterrorismo. Mi pare una iniziativa che va nella direzione giusta»

Renzi stralcia dal dl terrorismo, la norma sull’accesso ai Pc. Da tecnico la valuta una scelta giusta o sbagliata?

«Non commento la posizione del presidente del Consiglio. Sicuramente Renzi avrà ritenuto di fare uno studio ulteriore, frutto di una riflessione che poi porterà a una posizione definita».

Sì ma lo strumento di indagine in sé come lo valuta?

«Il terrorismo cambia forma, cambia volto: cambiano i soggetti e cambiano le condizioni. Oggi non possiamo affrontare il terrorismo né con modalità, né con mentalità, né con norme del passato, adeguate a una tipologia di terrorismo che non c’è più. E questo vale non solo per il terrorismo ma anche per la criminalità organizzata, i reati contro il patrimonio perché il punto è che cambia la società e cambiano i reati. Altrimenti, resteremmo tutti nel Medioevo dal punto di vista della giurisprudenza».  

Lei oggi ha avuto un lungo colloquio con il ministro degli Esteri Gentiloni. Avete parlato di Libia?

«Conosco il ministro Gentiloni da tempo e sono semplicemente andato a salutarlo».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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