Terrorismo, Renzi: "L'Italia non è minacciata". E gli espulsi di Alfano?

26 marzo 2016 ore 14:22, Adriano Scianca
Terrorismo, Renzi: 'L'Italia non è minacciata'. E gli espulsi di Alfano?
“Non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nell'aprire l'incontro con i capigruppo di maggioranza e opposizione all'indomani dell'attacco terroristico a Bruxelles. L'Italia, ha detto, ha predisposto tutte le "misure di sicurezza necessarie" a fronteggiare la minaccia terroristica.  "Abbiamo, come tutti i partner, messo in campo tutte le misure di sicurezza necessarie, anche se non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia. Occorre stringere sui meccanismi di intelligence fra i Paesi europei e non solo, valorizzare Europol, lavorare su una struttura condivisa. E mettere denari veri sulle aree urbane, ha continuato il premier. Serve un gigantesco investimento in cultura, sulle periferie urbane, un investimento sociale. Continuo a pensare che l'aspetto educativo sia fondamentale per sconfiggere minacce nate e cresciute in Europa". Il presidente del consiglio aveva ribadito anche ieri la necessità di superare le "divisioni politiche e partitiche" per poter recuperare il "senso di comunità" necessario a fare fronte alla minaccia terroristica. 

Allo stesso tavolo, oltre ai capigruppo, sedevano il premier, i ministri Alfano e Gentiloni, il sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti. Ieri, tuttavia il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, era stato meno rassicurante: “Non possiamo considerare tutto come prima. Non possiamo decidere e non realizzare le decisioni prese, sarebbe un regalo ai terroristi e a chi punta su fallimento dell'Europa". Il ministro ha poi annunciato che da inizio anno 9 persone "pericolose" sono state espulse: "Proprio giovedì sera - ha spiegato - abbiamo messo su un aereo un marocchino di 37 anni di Chieti, regolarmente in Italia, già presidente del centro preghiera della città". L'uomo, ha spiegato Alfano, era noto come musulmano integralista ed era stato rifiutato anche dagli altri fedeli per le posizioni radicali. Monitorato dalla Digos, in più occasioni aveva dichiarato detto di voler partire per combattere in Siria. Ma la presenza di foreign fighters o aspiranti tali sul nostro suolo non è una “minaccia specifica”?
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