È morto il grande attore Paolo Poli. Dei matrimoni gay disse: "Sono noiosi"

26 marzo 2016 ore 14:13, Adriano Scianca
È morto il grande attore Paolo Poli. Dei matrimoni gay disse: 'Sono noiosi'
Si è spento a Roma Paolo Poli, uno dei più noti attori del nostro teatro. Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 23 maggio. I funerali saranno nella sua città, ovvero Firenze. Qui era nato nel 1928. Si era era laureato in letteratura francese con una tesi su Henry Beque ed aveva cominciato lavorando in radio e nel teatro vernacolare, sino a quando era entrato a far parte, a Genova, della Borsa di Arlecchino fondata da Aldo Trionfo. Sbarcato a Roma, conoscerà la notorietà con Santa Rita da Cascia nel 1967, pièce che viene accusata di vilipendio alla religione (Oscar Luigi Scalfaro fece addirittura un'interrogazione parlamentare contro lo spettacolo). 

Nei primi anni sessanta è protagonista di una trasmissione televisiva sulla RAI in cui legge delle favole per bambini, tratte da Esopo e da famosi racconti letterari. È proprio lui sul finire degli anni sessanta, a scoprire un giovanissimo Marco Messeri, che difatti può essere considerato teatralmente l'unico vero erede di Poli. Sempre per la RAI, realizza lo sceneggiato I tre moschettieri, insieme con Marco Messeri, Milena Vukotic e Lucia Poli. Lavora inoltre con Sandra Mondaini in Canzonissima. 

Poli è stato, in Italia, uno dei primi personaggi pubblici dichiaratamente omosessuali. Ma non si era mai intruppato nell'esercito dei richiedenti diritti. In un'intervista a Vanity Fair così aveva parlato dei matrimoni gay: «“Caro, l’hai messo tu il sale nell’acqua? Bene, così non la salerò un’altra volta”. Noiosi». A Lettera 43 invece così aveva liquidato le polemiche sui diritti gay: «Se posso esser sincero, mi è sembrata una solenne rottura di coglioni». Della sua condizione diceva: «Ho vissuto in un’epoca in cui quelli come me e Pier Paolo Pasolini vivevano in una sorta di condizione aristocratica. Cioè, di totale solitudine […] Bisogna vivere alla luce del sole. Sarebbe opportuno evitare di nascondersi o inventarsi pseudonimi stupidi e inutili. Come Platinette. O Vladimir Luxuria, per esempio». Mentre dei sindaci che forzano le norme pur di garantire diritti alle coppie omosessuali aveva detto: «Molti sindaci cercano solo pubblicità e voti». 

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