Cei. Tradizionalisti vs progressisti e Papa Francesco modifica lo statuto...

26 novembre 2013 ore 10:24, Americo Mascarucci
Anche se lo statuto della Conferenza Episcopale italiana non è stato ancora modificato, sono già partite le manovre per la successione all’attuale presidente Angelo Bagnasco. Il successore, nelle intenzioni di papa Francesco, non dovrà essere più scelto dal pontefice come avvenuto fino ad oggi, ma dall’assemblea dei vescovi. E la stessa cosa dovrà avvenire per il segretario generale della Cei. La modifica dello statuto sembrerebbe in dirittura d’arrivo e, stando alle indiscrezioni provenienti dagli ambienti della Conferenza, la tessitura delle alleanze sarebbe già in fase avanzata. Secondo il Fatto Quotidiano l’uomo forte che godrebbe del maggiore consenso è l’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte che, voci sempre più diffuse, indicano come prossimo a sostituire Crescenzio Sepe alla guida dell’arcidiocesi di Napoli. Forte, autore di numerose pubblicazioni di teologia, filosofia e spiritualità, assai note anche a livello internazionale, è stato docente di Teologia dogmatica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di cui è stato successivamente preside per tre anni. È stato il primo relatore al Convegno della Chiesa Italiana a Loreto nel 1985 e all'assemblea delle Chiese Europee a Erfurt nel 1988. È inoltre membro ordinario della Pontificia Accademia di Teologia della Commissione Teologica Internazionale e della Pontificia Accademia Mariana Internazionale; membro del Pontificio Consiglio della Cultura e consultore di quello per l'Unità dei Cristiani; ha presieduto la commissione preparatoria al documento "Memoria e riconciliazione", che ha accompagnato la richiesta di perdono di Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000. Ma Bruno Forte è considerato soprattutto il portabandiera della Chiesa progressista, colui che, più di altri, ha raccolto l’eredità di Carlo Maria Martini.
Cei. Tradizionalisti vs progressisti e Papa Francesco modifica lo statuto...
Forte si è sempre definito “un progressista rispettoso della tradizione” ma questo non gli ha impedito di assumere spesso posizioni giudicate di rottura con la dottrina della Chiesa. Intervenendo ad esempio sulla questione dei matrimoni gay dichiarò che, pur non essendo possibile unire nel sacro vincolo due persone dello stesso sesso, ciò non escludeva la possibilità per il sacerdote di benedire comunque quella unione se fondata sull’amore. Va da sé come, l’eventuale elezione di Forte alla guida della Cei, sia vista come il fumo negli occhi dai settori più conservatori e tradizionalisti. Questi ultimi sarebbero orientati sul vescovo di Reggio Emilia –Guastalla Massimo Camisasca sponsorizzato, in primo luogo, dall’ultra conservatore arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra. Camisasca proviene dall’ambiente di Comunione e Liberazione ed è stato superiore generale della Fraternità sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. E’ stato vicepresidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia. Su di lui convergerebbero i vescovi più legati all’ex presidente Camillo Ruini e allo stesso Bagnasco, in parte preoccupati da un possibile cedimento sulla dottrina della Chiesa da parte di papa Francesco. Ma con ogni probabilità non saranno soltanto questi i nomi sul tappeto. C’è anche l’ala cosiddetta di “estrema sinistra” più legata alla dottrina sociale della Chiesa, capeggiata dall’arcivescovo di Campobasso Giancarlo Maria Bregantini considerato l’interlocutore privilegiato della Cgil in seno alla Cei. Insomma i giochi sono aperti in attesa che entri definitivamente in vigore la riforma di papa Francesco. Nel frattempo i vari schieramenti lavorano nell’ombra tanto per non farsi trovare impreparati.  
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