Ocse, previsione 2015: qualcosa non torna

26 novembre 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi L’OCSE annuncia in pompa magna che l’Italia tornerà a crescere nel 2015, aggiunge solo una nota negativa. Il debito salirà ancora. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico è un’organizzazione internazionale di studi economici assai qualificata che, solitamente si produce in stime piuttosto precise, anche in periodi come quello che stiamo vivendo, dove autorevoli società di autlooking hanno inanellato una serie di “svarioni” (soprattutto negli ultimi tre anni) da far rabbrividire uno studente di scienze statistiche al primo anno di corso.  

Ocse, previsione 2015: qualcosa non torna

  "L’OCSE ci comunica che le previsioni del PIL nel 2015 sono riviste al rialzo dall’originario 0,1% allo 0,2%, mentre per il 2016 la crescita è prevista all’1% (?) Andiamo avanti a leggere: “ L'economia italiana dovrebbe tornare a crescere entro la metà del 2015 e accelerare leggermente nel 2016”. Se “tornare a crescere” nel 2015 significa 0,1% com’è possibile che un’accelerazione “leggera” nel 2016 misuri l'1%? Proseguiamo la lettura del comunicato pubblicato il 24 novembre dall’OCSE che giudica positivamente la decisione di rinviare il pareggio di bilancio poiché questo è il modo per rafforzare l’attività economica, purché siano compiute riforme e politiche monetarie adeguate. Con quale maggioranza? In quanto tempo? Fino ad oggi non è successo nulla. Poi c'è la dichiarazione sul rapporto debito/PIL “dovrebbe attestarsi quest’anno al 130.6% per salire nel 2015 al 132.8 e nel 2016 al 133.5%”. Riguardo al rapporto deficit/PIL l’OCSE prevede un 3% per il 2014, 2.8% nel 2015 e 2.1% nel 2016. In buona sostanza l’OCSE da per scontato che ci sia una ripresa dei consumi tale da consentire allo Stato di non finanziarsi a deficit; ma se l’Europa ha già ordinato all’Italia che le entrate fiscali devono essere impiegate tutte per abbassare il debito pubblico (quindi nessun reinvestimento) come si può prevedere anche un insignificante crescita della ripresa economica? A proposito di “insignificanti grandezze” vediamo cosa prevede il comunicato riguardo alla disoccupazione: “Il tasso di disoccupazione in Italia dovrebbe salire nel 2014 al 12,4% dal 12,2% del 2013. Nel 2015, invece, dovrebbe scendere al 12,3% e nel 2016 al 12,1%”. In conclusione, basta concentrarsi sui “dovrebbe” e soprattutto sulle variazioni decimali per giudicare le speranze del report a cui è difficile accodarsi.
autore / intelligo
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