Pd diviso, Cuperlo vs Orfini: il caso delle primedonne

26 novembre 2014 ore 11:31, Adriano Scianca
Pd diviso, Cuperlo vs Orfini: il caso delle primedonne
I dissidenti nel Pd sono “primedonne”, come sostiene il presidente del Pd Matteo Orfini? Gianni Cuperlo non ci sta e affida al suo profilo Facebook una lunga lettera aperta al collega di partito, definendosi “impressionato dal tono e dal merito di queste frasi”. Cuperlo riporta le dichiarazioni rilasciate da Orfini al Corriere della Sera: “Sono virgolettate – aggiunge – come usano fare i giornalisti. Può darsi siano parole che tu non hai pronunciato mai e in questo caso leggerò con sollievo una smentita”. Le parole in questione sono appunto quelle sui 40 deputati piddini antirenziani che sarebbero solo delle “primedonne”. “Perché – spiega Cuperlo – ti scrivo qualche riga che può darsi tu nemmeno legga? Perché sono impressionato dal tono e dal merito di queste frasi. Perché mi faccio qualche domanda sul retroterra che le sostiene”. Cuperlo ricostruisce la discussione interna sul Jobs Act, spiegando che “io quelle deputate e quei deputati li conosco tutti, qualcuno da più tempo. Li ascoltavo, li osservavo, mi pareva di capire e cogliere la quota di dispiacere e difficoltà per ciò che stavamo annunciando. 'Primedonne'? No, solo donne e uomini con le loro convinzioni e la loro coerenza”. La lettera lamenta che quella di presidente del partito dovrebbe essere “una figura di garanzia verso tutti. Personalmente non mi sognerei mai di dire che la posizione di altre e altri, tra di noi, quando si esprime sul merito del provvedimento o di una legge risponde ad altre logiche che non siano quelle dichiarate. Mi piacerebbe che nel nostro partito questo principio fosse condiviso da tutti. Ma sarebbe giusto che a condividerlo fosse almeno il nostro presidente”. Cuperlo contesta anche un'altra frase in cui Orfini, parlando sempre dei dissidenti, afferma: “È tutta gente che ha ingoiato senza dar cenni di sofferenza il pareggio di bilancio”. Dura la replica di Cuperlo: “Tutta gente? Non è 'gente', Matteo. Sono parlamentari del partito che tu presiedi. Ciascuno di loro ha una biografia, risponde alla sua comunità politica e di territorio. Sul pareggio di bilancio e sulla legge Fornero abbiamo detto e scritto non poche cose. Sulla seconda, in particolare, la battaglia per chiudere la pagina vergognosa degli esodati transita di decreto in decreto per estendere la platea dei salvaguardati. Ma non è questo il punto. No, proprio non è questo il punto. Peccato. Stai bene”.
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