"Insieme contro il cancro": gestire gli effetti collaterali delle cure? Si può così

26 novembre 2015 ore 7:44, Orietta Giorgio
Gli effetti collaterali delle terapie anti-cancro? Bisogna imparare a gestirle al meglio. 

'Insieme contro il cancro': gestire gli effetti collaterali delle cure? Si può così

Il 96% dei pazienti oncologici italiani soffrono di disturbi come diarrea, vomito ecc. e solo il 24% dei malati chiede aiuto al medico oncologo, il 43% cerca di risolvere questi delicati problemi da sé. I dati del sondaggio (condotto su circa 400 italiani colpiti da tumore) sono stati presentati nel convegno nazionale “Qualità di vita del Paziente Oncologico: Alimentazione e Nuove Terapie” organizzato dalla Fondazione Insieme contro il Cancro e parlano di malati che soffrono in silenzio.  

Francesco Cognetti, presidente “Fondazione Insieme contro il Cancro”, ha spiegato: “Una migliore qualità di vita svolge un ruolo decisivo nell’adesione alle cure. Spesso i pazienti interrompono i trattamenti proprio a causa dei disturbi causati dai farmaci. Per questo è fondamentale individuare, a paragonabile efficacia dei trattamenti, quei medicinali che garantiscono minori conseguenze indesiderate. Inoltre il numero crescente delle formulazioni orali che permettono al malato di curarsi a casa con il supporto dei familiari richiede una migliore collaborazione i medici di famiglia”.

Quali i rimedi per gestire la malattia e gli effetti collaterali delle terapie? Seguire l'alimentazione adatta, scegliendo la dieta mediterranea e assumendo probiotici

Cognetti ha spiegato: “I probiotici, presenti nell’olio di oliva, nelle mandorle e nella frutta secca, possono ridurre la gravità e la frequenza dei disturbi all'apparato gastro-intestinale provocati da farmaci chemioterapici, trattamenti radiologici e terapie biologiche. Ma il livello di conoscenza e di utilizzo dei “batteri amici” in oncologia è ancora scarso. Sono consigliati infatti solo al 29% dei pazienti e il 70% di loro non sa che possono alleviare la diarrea o i disturbi intestinali. E' necessario quindi aumentare il livello di informazione''.

Riguardo l’alimentazione da seguire, l'epidemiologo Maurizio Montella dell'Istituto Pascale di Napoli, ha affermato:
''la dieta mediterranea potenzia l'attività dei farmaci ed ha fatto registrare fino al +10% in termini di sopravvivenza, ma naturalmente molto dipende dal tipo di neoplasia e dalle condizioni generali''. 

Il prof. Giorgio Scagliotti Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino ha sottolineato: "Migliorare la vita di un paziente significa favorire concretamente le possibilità di guarigione. Anche chi è sottoposto alle cure deve però fare la sua parte e quindi seguire una dieta equilibrata, bere almeno due litri di acqua al giorno, rinunciare ad alcol e fumo, effettuare controlli periodici. Sono tutte attività che consentono di giocare d’anticipo sul cancro ma anche di affrontare la patologia o conviverci con maggior serenità".

Le regole base sono, quindi, quelle tradizionali: sulla tavola non dovrebbero mai mancare frutta, verdura, pesce e fibre mentre l’alcol e il fumo sarebbero da eliminare o comunque da diminuire.  

Un altro aiuto, soprattutto a livello psicologico, potrebbe arrivare dalla Pet Therapy (il Ministero della salute ha riconosciuto definitivamente la validità scientifica delle terapie con animali nel 2003): “in ambito oncologico i progetti ospedalieri italiani che si avvalgono di animali come integrazione delle normali cure stanno pian piano prendendo piede. Il principale obiettivo è alleviare la sofferenza fisica e psicologica del malato per consentirgli di affrontare al meglio sia il ricovero sia le terapie”. (fonte: Airc)

Inoltre, ormai è provato, i cani sarebbero in grado di diagnosticare la presenza di un tumore grazie al proprio olfatto. Come? I tessuti cancerosi, a causa del loro particolare metabolismo, hanno un odore particolare che, i cani (dotati di un olfatto centomila volte più potente di quello umano) sono in grado di percepire.  

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