Femminicidio a Perugia nella giornata contro violenza sulle donne: in casa anche il figlio di 6 anni

26 novembre 2015 ore 9:36, Andrea De Angelis
Femminicidio a Perugia nella giornata contro violenza sulle donne: in casa anche il figlio di 6 anni
Sembra che il figlio della coppia stesse in bagno al momento dell'omicidio della mamma
, avvenuto presumibilmente proprio nella stanza del piccolo. Il condizionale è d'obbligo, visto che ancora manca l'interrogatorio del presunto assassino. "Si trova sotto choc e al momento del fatto non era in grado di intendere e di volere", spiega il difensore Luca Maori, già legale di Raffaele Sollecito. L'avvocato di fatto preannuncia così una battaglia legale sul caso. 

Ancora un femminicidio, questa volta a Perugia, proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. A perdere la vita è stata la quarantenne Raffaella Presta, avvocato quarantenne, che sarebbe stata uccisa dal marito, Francesco Rosi, tre anni più grande di lei. L'arma sembra essere una doppietta da caccia e l'uomo è ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario. 
Fino a tarda sera, come riporta La Nazione, la Scientifica dell’Arma e il medico legale, Laura Paglicci Reattelli, sono rimasti nella villa dietro la stazione, zona Bellocchio, per ricostruire la dinamica dell’accaduto, mentre gli investigatori del comando provinciale, agli ordini del colonnello Cosimo Fiore e del maggiore Carlo Sfacteria, stanno sentendo vicini e parenti per capire la successione degli spari mortali e il movente che avrebbe scatenato tanta furia.

A chiamare i carabinieri, come riportano tutte le agenzie di stampa, è stato lo stesso Rosi. "Venite, è successa una cosa grave a mia moglie..." le prime parole che Rosi avrebbe detto chiamando il 112 dopo avere sparato. L'operatore del numero di emergenza dei carabinieri lo ha però trattenuto al telefono e quindi l'uomo avrebbe ammesso di avere ucciso la moglie.
Tra le ipotesi al vaglio dei carabinieri anche quella di una lite per motivi di gelosia. Tutte le piste rimangono comunque aperte. 
“Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, piangiamo una giovane donna uccisa dal marito. E come volete chiamarlo se non femminicidio? Questa è una vera emergenza sociale e culturale”. Così su Facebook la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

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