Consulta, nessun nuovo giudice: ma chi sono stati i franchi tiratori?

26 novembre 2015 ore 10:53, Americo Mascarucci
Consulta, nessun nuovo giudice: ma chi sono stati i franchi tiratori?
I franchi tiratori sono stati l’incubo di tutti i candidati alla Presidenza della Repubblica, visto che molti di questi, iniziando dal caso più celebre, quello di Arnaldo Forlani nel 1992 per finire con quelli più recenti di Franco Marini e di Romano Prodi nel 2013, sono stati impallinati proprio dal voto segreto. 
Tutti sulla carta avevano i numeri per vincere, ma poi nel segreto dell’urna i voti necessari per raggiungere il quorum sono mancati. Lo stesso copione si sta ripetendo oggi con l’elezione dei nuovi giudici della Corte Costituzionale di nomina parlamentare, per i quali è previsto il raggiungimento del quorum. I giudici della Consulta cosiddetti laici devono essere eletti dal Parlamento in seduta congiunta e ogni candidato deve ottenere almeno 571 voti. 
E’ chiaro come anche per i giudici della Consulta, così come per il Capo dello Stato, si renda indispensabile un accordo ampio fra le forze parlamentari. E l’accordo c’è stato. 
I nomi scelti dal Pd, da Forza Italia e dal Nuovo Centrodestra sono stati individuati nelle persone di Augusto Barbera (Pd), Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) e Giovanni Pitruzzella (centristi). Nessuno dei tre ha raggiunto il quorum nonostante sulla carta tutti e tre avessero i numeri per vincere. Sulla carta appunto ma non nel segreto dell’urna. 
Hanno avuto dunque buon gioco tanto quelli del Movimento 5Stelle che i parlamentari della Lega Nord ad esultare per il fallimento dell’inciucio Renzi- Berlusconi- Alfano, con tanto di offerta dei rispettivi voti su nomi nuovi da scegliere insieme. 

Dunque ancora una volta l’hanno fatta da padroni i franchi tiratori? Ma chi sono? 
Difficile stabilirlo con certezza, quindi non resta che affidarsi ai sospetti, alle indiscrezioni più o meno attendibili. I primi sospettati sono quelli della minoranza Pd, ben disposti a far saltare l’ennesima resurrezione del “Patto del Nazzareno” l’accordo cioè Renzi-Berlusconi abortito sulle riforme ma pronto a riemergere quando si tratta di spartirsi le poltrone. 

Il primo a sospettare che i franchi tiratori provengano dal Pd è lo stesso Premier Renzi che non a caso ha lanciato accuse al vetriolo sotto forma di richiamo ai propri parlamentari: "Non otterrete niente. Ricordatevi come andò con Violante"  ha attaccato Renzi con riferimento alla candidatura dell’ex Presidente della Camera sponsorizzato da Pierluigi Bersani costretto a ritirarsi dalla partita proprio per le troppe fumate nere. 
I candidati restano comunque tutti in sella, nessuno della terna sarà ritirato sperando che martedì arrivi la fumata bianca. 
Ma anche in Forza Italia tuttavia non mancano i sospetti. Fra i parlamentari azzurri, loro sono i principali sospettati, c’è malcontento per le presunte ambiguità di Berlusconi e la sua continua ricerca di un accordo con Renzi alla prima occasione utile. Inoltre molti dentro Forza Italia non gradiscono accordi con quelli del Nuovo Centrodestra accusati di “tradimento” e preferirebbero un nome gradito anche al Carroccio da votare insieme alle "camicie verdi".

Sotto accusa ci sarebbero poi i parlamentari ex forzisti vicini a Fitto da una parte e a Verdini dall’altra; l'ex presidente della Puglia è da sempre ostile ad inciuci fra Renzi e Berlusconi mentre il secondo pare voglia far pesare i suoi voti sulla bilancia per dimostrare come senza di lui non sia possibile per il Pd e Forza Italia mettere all’angolo i 5stelle. 
Ma i franchi tiratori non mancherebbero neanche nel Nuovo centrodestra dove cresce il malcontento contro Alfano sia da parte dei deputati filo renziani che da quelli ostili alla prosecuzione della collaborazione con il Pd.  In più la candidatura di Pitruzzella porterebbe il sigillo di Renato Schifani e l'ex presidente del Senato si sa non è gradito né in casa Udc, nè tantomeno fra i parlamentari di Mario Mauro che lo accusano di voler tenere in piedi il Governo Renzi per ottenere al più presto la candidatura a Governatore della Sicilia non appena Crocetta sarà "tolto di mezzo" (in senso politico naturalmente).
Adesso se ne riparlerà martedì e dentro i partiti sono frenetici gli accordi e le trattative fra le varie fazioni per convincere ogni parlamentare a votare la terna prescelta. Ma che ciò avvenga appare al momento assai improbabile anche perchè una nuova fumata nera aprirebbe la strada alla scelta di nuovi candidati e di diverse strategie.

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]