Caritas risponde a Skinheads: "Limiti culturali. Un appello ad evitare proprio ora derive pericolose"

26 novembre 2015 ore 11:48, Andrea De Angelis
Caritas risponde a Skinheads: 'Limiti culturali. Un appello ad evitare proprio ora derive pericolose'
Sagome umane tricolori disegnate a terra e manifesti funebri contro lo ius soli che condannano "il favoreggiamento di un'invasione pianificata di orde di immigrati extracomunitari". L'attacco notturno viene contro le sedi di dieci sedi Caritas dell'Italia del nord e contro alcune sedi del Pd è stata rivendicata dagli estremisti di Veneto Fronte Skinheads che sul proprio sito spiegano di aver voluto colpire chi "continua a condurre un chiaro disegno politico finalizzato all'annientamento dell'identità italiana". IntelligoNews ha sentito a proposito il dottor Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas italiana...

Come valutate questo tipo di attacco, c'è il rischio di parlarne troppo e male visti i numeri oppure queste persone sono espressione di un sentimento diffuso?

«Credo che queste persone siano espressione di una parte veramente minoritaria del nostro Paese che non riesce a comprendere, anche per limiti culturali, quello che sta accadendo nel complesso panorama internazionale. Gli italiani sanno quello che stiamo facendo: noi come Caritas abbiamo una responsabilità precisa, ovvero quella di garantire assistenza umanitaria a chi ne ha bisogno, siano immigrati o italiani. In questa fase storica siamo chiamati a dare risposte alle migliaia di persone che provengono da aree di crisi. Lo stiamo facendo con orgoglio e continueremo a farlo»

Che effetto fanno simili provocazioni?

«Credo facciano male al Paese perché non aiutano in un momento difficile a fare il giusto discernimento, a prescindere che ad essere attaccati siano ora Caritas e Pd»

La Caritas dunque va avanti. 

«Respingiamo assolutamente al mittente le provocazioni e lanciamo un appello affinché vi sia coesione e lucidità. Siamo in una fase in cui non ci possiamo permettere derive che sono parzialmente ideologiche» 

Dovere di cronaca è ricordare quanto accaduto lo scorso anno a Roma, il cosiddetto business dell'immigrazione rafforza simili posizioni estremiste?

«Assolutamente, noi già un anno fa avevamo espresso profonda preoccupazione per ciò che avrebbe potuto destare una simile situazione come quella di Mafia Capitale. Colpiva infatti una realtà che, ci tengo a sottolinearlo, non è solo di Caritas, ma di tante associazioni che fanno un lavoro straordinario e che si ritrovano a pagare il prezzo di una modalità criminale portata avanti da alcuni, pochi per fortuna, che si rovescia sul buon lavoro che viene fatto. Chi pensa di fare di un'erba un fascio non solo cade in errore, ma non aiuta il Paese che è già in un momento difficile. Non serve soffiare sul fuoco, ma questo comunque non ci intimorisce, anzi ci spinge a lavorare ancora di più»

Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio ha parlato di  indegno atto di squadrismo, aggiungendo che la violenza non sconfigge la solidarietà. Quanto è importante una sinergia tra Istituzioni e Caritas?

«Non solo è fondamentale, ma noi la promuoviamo e la portiamo avanti. Solo con un lavoro sinergico e congiunto possiamo affrontare tempi difficili per tutti. Siamo contenti che Delrio abbia espresso questa solidarietà, l'ha fatto mi permetto di dire sapendo il lavoro che insieme a lui, quando era sindaco di Reggio Emilia, abbiamo portato avanti nella sua città sul tema della cittadinanza. Delrio è stato infatti portavoce della campagna "L'Italia sono anch'io" per il riconoscimento della cittadinanza ai cittadini stranieri. C'è un lavoro di anni che non può essere disturbato dall'atteggiamento anche difficilmente qualificabile di queste persone» 


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