La svolta "gender" di Giovanardi con la transessuale: insieme per un Polo per il cambio di sesso

26 novembre 2015 ore 13:46, Marta Moriconi
La svolta 'gender' di Giovanardi con la transessuale: insieme per un Polo per il cambio di sesso
Quell'amicizia che non ti aspetti e che si trasforma pure in collaborazione. E' successo tutto grazie a una lettera che la transessuale Alessandra Gracis (prima Alessandro) ha scritto a Giovanardi per raccontandogli la sua storia e invitarlo alla proiezione del film-biografia.
E non è una trovata a favore di telecamere. Come racconta prima Italia Oggi e poi l'Huffinton Post, la strana coppia (come molti la definiscono) "sta lavorando per sottoporre alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin una proposta per creare un polo chirurgico italiano specializzato nelle operazioni per cambi di sesso".
La prova dell'armonia, è che al cinema Edera di Treviso dove c'è stata la proiezione del film che narra la storia della transessuale, tra il pubblico c'era proprio il senatore Carlo Giovanardi, e l'impressione è stata che avesse come dismesso le sue posizioni "medievali" (di cui l'accusano) per dare importanza al film "Lei è mio marito" e per dare davvero una mano al messaggio della pellicola di Annamaria Gallone e Gloria Aura Bortolini. 
Sarà riuscita Alessandra a dissuadere il senatore dalle sue convinzioni?
Ecco la sua opinione rilasciata a Italia Oggi: "La maggioranza dei gay sono persone serie, non sono penne e piume di struzzo come al Gay Pride, o Luxuria. Sono qui perché non accetto scomuniche preventive. Alessandra Gracis su alcune cose la pensa come me: siamo d'accordo sul fatto che debba essere creata in Italia una struttura adeguata per questo tipo di operazioni e che vadano tutelate le unioni civili e il regime matrimoniale prima dell'operazione per cambiare sesso. Ma siamo contrari all'adozione dei bambini al di fuori del regime matrimoniale".

E il politico centrista si vuole muovere a favore della dignità di queste persone: "Non possiamo trattare queste persone come cavie. Bisogna pensare a un'unica struttura che si occupi di quest'interventi, perché gli operatori possano acquisire e risolvere il calvario di chi vuole affrontare questo percorso in Italia".
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