Intercettazioni ad orologeria? Spuntano le parole del vescovo Negri "anti-Papa"

26 novembre 2015 ore 14:19, Americo Mascarucci
Intercettazioni ad orologeria? Spuntano le parole del vescovo Negri 'anti-Papa'
E’ bufera sull’arcivescovo di Ferrara Luigi Negri esponente di punta di Comunione e Liberazione. 
Che il vescovo Negri non fosse perfettamente in linea con Papa Francesco non è un mistero per nessuno. 
Tuttavia il Fatto Quotidiano ha reso nota una dichiarazione dell’arcivescovo che sarebbe stata “captata” durante un viaggio in treno sul Freccia Rossa fra Roma e Ferrara. Secondo quanto riferito da Il Fatto, Negri avrebbe esclamato: “Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”. 
Una frase che di per sé non direbbe nulla ma che l’autore dell’articolo ha collegato per automatismo a Giovanni Paolo I, morto dopo appena trentatre giorni di pontificato e sul cui decesso sono state formulate centinaia di teorie mai dimostrate. 
Negri avrebbe inoltre espresso severe critiche per le recenti nomine di Papa Francesco a Bologna e Palermo, diocesi per anni in mano a Cl, ricadute su Matteo Zuppi e Corrado Lorefice, due preti di strada. “Dopo le nomine di Bologna e Palermo posso diventare Papa anch’io. E’ uno scandalo. Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile” avrebbe dichiarato Negri pare al telefono con il giornalista Renato Farina che però ha smentito annunciando una querela nei confronti de Il Fatto. 
Negri interpellato sulla vicenda ha dichiarato: "Non smentisco. Devo parlare con la Chiesa e la mia coscienza. Ho già chiesto un incontro al Papa". 
“Per me, fin dagli anni della prima giovinezza – prosegue Negri in una lettera inviata ai fedeli dell’Arciodiocesi da lui guidata sconcertati per l’accaduto - vivere il legame con il Santo Padre è stato un riferimento ineludibile e fonte di vita nuova. Senza il costante riferimento al Papa non esiste per nessuno, vescovi compresi, la possibilità di essere veramente cristiani nel mondo. Lo dimostra il mio pensiero sulla Chiesa e sul Papa nelle decine di comunicati, negli atti di magistero e nelle numerose opere pubblicate. Sento quindi il dovere di coscienza di rinnovare, davanti a voi che siete il mio popolo, la certezza della mia fede in Cristo e della mia totale obbedienza al Papa”. 
Negri ha poi concluso dicendo: “Anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa, ho chiesto al Santo Padre di potere avere un incontro filiale con lui, in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale perché – nell’incremento della comunione reciproca e rimettendomi al suo consiglio, che per me è l’unico legittimo – possa camminare spedito verso il compimento della fede”. 

Ora, ammesso e non concesso che ognuno dovrebbe essere libero di poter esprimere le sue opinioni, quali prove ci sarebbero a scapito di Negri? A sentire Il Fatto ci sarebbero i racconti di alcuni passeggeri del treno che avrebbero ascoltato il presule proferire ad alta voce queste parole mentre dialogava con un suo assistente al quale poi avrebbe chiesto di telefonare a Farina.
Sarà così? Oppure il quotidiano è in possesso di registrazioni effettuate di nascosto da qualche fonte presente ai colloqui di Negri, magari qualche collaboratore infedele, e che si ha interesse a tutelare almeno in questa prima fase? Possibile che il monsignore si sia messo a parlare di temi così delicati proprio sul treno per altro in presenza di testimoni? 
Sarà un caso che a finire nell’occhio del ciclone è un vescovo di stampo tradizionalista, che ha criticato, quelle sì alla luce del sole, le svolte auspicate dai progressisti sul tema della comunione ai divorziati risposati e sulle unioni gay? Un vescovo che nella sua Arcidiocesi ha polemizzato a viso aperto con i sindaci che volevano registrare le nozze gay? E ancora, è forse un caso che si tratti di un prelato da sempre vicino al centrodestra e allineato all’interno di Cl alla corrente di Formigoni recentemente messa in minoranza dai fedelissimi di Carron? (guarda caso Cl ha subito preso le distanze da Negri invitandolo a chiarire il senso delle sue dichiarazioni).

Tutte domande legittime cui si aggiunge quella forse più dirompente: è consentito criticare Papa Francesco senza correre il rischio di ritrovarsi "spiati" e sbattuti in prima pagina? 
Non sarà invece come ha detto lo stesso Negri, l'ennesimo esempio di odio teologico contro la Chiesa?
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