La Stabilità stacca la spina ai computer dell’Inps: l’ira di Boeri

26 novembre 2015 ore 15:12, Luca Lippi
La Stabilità stacca la spina ai computer dell’Inps: l’ira di Boeri
Ormai siamo sul piede di guerra fra Inps e Governo, nonostante un’apparente atteggiamento collaborativo Boeri stavolta entra a gamba tesa e non soltanto sulle questioni specifiche della riforma delle pensioni e del taglio dei vitalizi (oltre le pensioni d’oro), tuttavia l’intenzione di Matteo Renzi è quella di rimandare ancora di un anno. Allo stato attuale le pensioni sono il bancomat del Governo, non ci sono dubbi, ma stavolta Boeri alza la voce perché vogliono tagliare servizi irrinunciabili per lo svolgimento delle attività dell’Istituto.

Nel corso dell'audizione davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria Boeri facendo riferimento alla Legge di Stabilità dice: “penalizza fortemente l'Inps nell'azione di contrasto all'evasione contributiva”. La questione emerge dopo che dal documento rappresentativo della Legge di Stabilità si è letto che per recuperare risorse si deve operare il taglio del 50% delle spese informatiche. Dice ironicamente il Presidente dell’Inps: “Pensavamo ad una svista ma poi l'intervento è stato confermato con il maxi emendamento”.

Boeri prosegue indicando che le spese totali dell'Inps per i sistemi informatici ammontano a 350 milioni di euro e "le spese incomprimibili ammontano a 198 milioni". Sottolinea Boeri che “Con una riduzione del 50% delle spese informatiche - ha precisato - dovremo tagliare le spese per le licenze, la manutenzione dell'hardware, la sicurezza".

L’Inps da tempo ha già elaborato il sistema per consentire un recupero consistente di risorse per le casse dello stato operando una riforma ampiamente verificata e dichiarata sostenibile dallo stesso Boeri; la proposta prevede il taglio ai vitalizi per le cariche elettive fino al 60% e non tralascia di ricordare  che la proposta dell'Inps di rimodulazione delle pensioni riguarda solo gli assegni oltre i 3.500 euro lordi mensili. Per gli importi tra 3.500 e 5mila euro non ci sarebbe un intervento automatico sul trattamento. L'intervento sarebbe graduale con il blocco dell’ indicizzazione, mentre per gli importi sopra i 5mila euro l'aggiustamento sarebbe immediato.

Specifica boeri: “Parliamo di una platea di 250mila persone con una riduzione media dell'8% e con punte massime del 12%". Sono tutte pensioni a computo assai più elevato rispetto ai contributi realmente versati, oltretutto sono tutte a carico di persone che si sono ritirate dal lavoro prima rispetto all'età pensionabile. In conclusione si sta consumando uno scontro che fa emergere lo scollamento fra la prassi politica e idiologica con quella tecnica, sono cose che possono succedere quando a capo di istituti come l’Inps siede un tecnico vero. 

autore / Luca Lippi
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