Souad Sbai dà la ricetta anti-terrorismo: "Europa apra alla Russia, chiuda subito a Turchia e Arabia"

26 novembre 2015 ore 15:25, Marco Guerra
Souad Sbai dà la ricetta anti-terrorismo: 'Europa apra alla Russia, chiuda subito a Turchia e Arabia'
“L’Europa deve parlare con Marocco, Tunisia ed Egitto ed escludere Turchia ed Arabia Saudita”. Souad Sbai, esponente di punta della Lega Nord e profonda conoscitrice del mondo musulmano, sentita da IntelligoNews ridisegna quello che dovrebbe essere, secondo lei, il quadro dell’alleanza anti-terrorismo.

Che piega sta prendendo la crisi siriana e l’allarme terrorismo che riguarda tutta l’Europa?

“Secondo me questa situazione andava risolta prima, dal tempo dei  fatti di Charlie Hebdo, perché l’attacco all’Occidente c’è stato eccome, invece in questo anno hanno fatto la scelta infelice di chiudere le porte in faccia alla Russia. Oggi dobbiamo essere tutti uniti contro l’Isis ma anche contro al Nusra. Il nemico non è Assad, il nemico è terrorismo. Sento che c’è chi vuole appoggiare al Nusra…al Nusra è al Qaeda!”.

Quindi aiutare i ribelli nati- Assad è darsi la zappa sui piedi?

“E’ darsela anche forte, con il terrorismo non si discute, tanti Paesi arabi sono disponibili a lottare con l’Occidente: Marocco, Egitto, Tunisia sono tutti pronti. Alla perché non unirsi  tutti intorno allo stesso tavolo escludendo chi fa il doppio gioco? Escludere quindi la Turchia e l’Arabia saudita”.

E chi parla ancora di Turchia in Europa?

“Per carità, oggi sarebbe una follia totale. Siamo in un’emergenza internazionale vanno controllati i territori e le frontiere e non si deve sottovalutare chi abbiamo già dentro casa, che spesso è entrato come profugo. Vanno individuati e rispediti al mittente. Ma, ripeto, la prima cosa è riaprire alla Russia sia sul piano economico sia politico”.

Ma come reagirà la Russia dopo la crisi con Ankara? Staccherà il gas anche alla Turchia?

“Ma non credo, ora dobbiamo individuare il vero nemico. Abbiamo l’Arabia Saudita che finanzia l’Isis la Turchia che lascia passare tranquillamente i miliziani integralisti attraverso il suo territorio. Questa non è una guerra da prendere a lungo termine come abbiamo fatto in Afghanistan, qui il territorio è diverso e sarebbe più facile se ci fosse la volontà di tutti i Paesi europei”.

Lei, da persona che viene da un Paese arabo, quali interlocutori individuerebbe?

“Li ho elencati prima: Marocco, Tunisia e Egitto. E poi bisogna andare a salvare il prima possibile la Libia”.

E come giudica le mosse dell’Italia?

“Ma noi ci stiamo mettendo in coda agli altri, mi sarebbe piaciuto sentire dal nostro premier la volontà di stringere un accordo con la Russia. Invece si continua a dire “siamo fratelli della Francia”, me è scontato, ci mancherebbe…è stato detto mille volte. Io avrei voluto sentire anche da Hollande una proposta alla Russia da vero alleato. Il vero alleato è Mosca perché conosce queste realtà, perché la Federazione Russa è circondata da Paesi islamici. Ceceni e georgiani che non vedono l’ora di colpire i russi. L’Italia non conta più di tanto però dal momento che ci siamo cerchiamo almeno di vigilare il nostro territorio e i migranti che arrivano. E possiamo intanto togliere l’embargo alla Russia”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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