Consulta, dopo la prossima fumata nera "scrutini a oltranza": è l'ordine di Grasso

26 novembre 2015 ore 16:00, Americo Mascarucci
Consulta, dopo la prossima fumata nera 'scrutini a oltranza': è l'ordine di Grasso
Il presidente del Senato Pietro Grasso di fronte all'ennesima fumata nera sull'elezione dei giudici della Corte Costituzionale di competenza parlamentare ha scelto di passare alle minacce. "Se anche il termine di martedì non sarà utilmente utilizzato al fine di arrivare alla nomina - ha avvertito  - si può ritenere che sia venuto il momento di scrutini ad oltranza, finché non si arrivi ad una soluzione". Della serie: o votate ed eleggete i membri della Consulta o vi obbligherò a stare in aula giorno e notte.
"Dopo 28 scrutini - ha spiegato Grasso a margine di una iniziativa a Firenze - penso che pretendiamo che il nostro Parlamento e la politica possano finalmente dare una risposta. In un momento di crisi internazionale, è una debolezza che non possiamo mostrare, nell'impossibilità di non riuscire a nominare tre giudici costituzionali, mettendo in crisi anche il funzionamento e l'efficienza di un organo costituzionale. Noi - ha concluso - siamo al punto che abbiamo dato, anche fino a martedì prossimo, dei giorni perché maggioranza ed opposizione possano trovare delle soluzioni, ma poi una soluzione va trovata. Il messaggio è chiaro: o l'accordo si trova o sarà peggio per voi. 
Il monito di Grasso arriva dopo che nella seduta di lunedì, l'elezione dei tre giudici costituzionali è di nuovo saltata per assenza di quorum. Tutti e tre i candidati sulla carta avevano i numeri per essere eletti, ma poi nel segreto dell’urna i voti necessari per raggiungere il quorum sono mancati. I nomi scelti dal Pd, da Forza Italia e dal Nuovo Centrodestra sono stati individuati nelle persone di Augusto Barbera (Pd), Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) e Giovanni Pitruzzella (centristi). Hanno avuto dunque buon gioco tanto quelli del Movimento 5Stelle che i parlamentari della Lega Nord ad esultare per il fallimento dell’inciucio Renzi- Berlusconi- Alfano, con tanto di offerta dei rispettivi voti su nomi nuovi da scegliere insieme. 

Dunque ancora una volta l’hanno fatta da padroni i franchi tiratori? Ma chi sono? 
Difficile stabilirlo con certezza, quindi non resta che affidarsi ai sospetti, alle indiscrezioni più o meno attendibili. I primi sospettati sono quelli della minoranza Pd, ben disposti a far saltare l’ennesima resurrezione del “Patto del Nazzareno” l’accordo cioè Renzi-Berlusconi abortito sulle riforme ma pronto a riemergere quando si tratta di spartirsi le poltrone. Il primo a sospettare che i franchi tiratori provengano dal Pd è lo stesso Premier Renzi che non a caso ha lanciato accuse al vetriolo sotto forma di richiamo ai propri parlamentari: "Non otterrete niente. Ricordatevi come andò con Violante"  ha attaccato Renzi con riferimento alla candidatura dell’ex Presidente della Camera sponsorizzato da Pierluigi Bersani costretto a ritirarsi dalla partita proprio per le troppe fumate nere. 
I candidati restano comunque tutti in sella, nessuno della terna sarà ritirato sperando che martedì arrivi la fumata bianca. 
Ma anche in Forza Italia tuttavia non mancano i sospetti. Fra i parlamentari azzurri, loro sono i principali sospettati, c’è malcontento per le presunte ambiguità di Berlusconi e la sua continua ricerca di un accordo con Renzi alla prima occasione utile. Inoltre molti dentro Forza Italia non gradiscono accordi con quelli del Nuovo Centrodestra accusati di “tradimento” e preferirebbero un nome gradito anche al Carroccio da votare insieme alle "camicie verdi".
Sotto accusa ci sarebbero poi i parlamentari ex forzisti vicini a Fitto da una parte e a Verdini dall’altra; l'ex presidente della Puglia è da sempre ostile ad inciuci fra Renzi e Berlusconi mentre il secondo pare voglia far pesare i suoi voti sulla bilancia per dimostrare come senza di lui non sia possibile per il Pd e Forza Italia mettere all’angolo i 5stelle. Ma i franchi tiratori non mancherebbero neanche nel Nuovo centrodestra dove cresce il malcontento contro Alfano sia da parte dei deputati filo renziani che da quelli ostili alla prosecuzione della collaborazione con il Pd.  In più la candidatura di Pitruzzella porterebbe il sigillo di Renato Schifani e l'ex presidente del Senato si sa non è gradito né in casa Udc, nè tantomeno fra i parlamentari di Mario Mauro che lo accusano di voler tenere in piedi il Governo Renzi per ottenere al più presto la candidatura a Governatore della Sicilia non appena Crocetta sarà "tolto di mezzo" (in senso politico naturalmente).
Adesso se ne riparlerà martedì e dentro i partiti sono frenetici gli accordi e le trattative fra le varie fazioni per convincere ogni parlamentare a votare la terna prescelta. Ma che ciò avvenga appare al momento assai improbabile anche perchè una nuova fumata nera aprirebbe la strada alla scelta di nuovi candidati e di diverse strategie.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]