Indovina chi ha venduto la tua privacy al governo degli Usa. Sei stato tu...

26 ottobre 2013 ore 9:00, intelligo
Indovina chi ha venduto la tua privacy al governo degli Usa. Sei stato tu...
di Andrea Davì
 
Facebook, Google, Microsoft, Amazon, Skype, Apple, Yahoo, AOL, Linkedln, e molti altri servizi web hanno permesso (venduto) alla Nsa, l'agenzia americana per la sicurezza, di accedere a dati e metadati dei loro utenti. 
Cosa significa? Che un sistema di sorveglianza di massa è capace di estrarre le ricerche, vedere le foto o i video postati e guardati, oppure di leggere il contenuto delle mail.
I grandi colossi del web continuano a negare qualsiasi coinvolgimento nella faccenda ma per molti rimane davvero difficile pensare che i signori dell'hi-tec e del Mobile si siano fatti infinocchiare senza accorgersi di nulla.
Quel che c'è di sicuro è che dal 2007, il programma governativo Prism, avviato dal presidente Bush e reiterato da Obama, permette all'intelligence americana di accedere ai server senza alcuna autorizzazione.
In realtà già dal 2002 esisteva un programma "Total Information Awareness" capace di sorvegliare ogni informazione digitale esistente ma saranno solo le rivelazioni, quattro anni più tardi, dell'ex tecnico AT&T Mark Klein, che sveleranno come il gigante delle telecomunicazioni fosse coinvolto in un programma di sorveglianza dell'Nsa per il traffico Internet.
Si è quindi aperto un nuovo scenario sul lucroso giro d'affari che i dati personali rappresentano per le grandi aziende del web: non solo spionaggio ma un'inesauribile miniera d'oro.
A mostrare questo inquietante commercio della privacy è il documentario "Terms and Conditions May Apply" del regista Cullen Hoback.
Il film non è solo la ricostruzione storica di come sia nato l'apparato di sorveglianza della Nsa svelato in questi mesi dall'ex informatico della Cia Edward Snowden ma racconta anche come i vari Google e Facebook del mondo abbiano tratto beneficio da dati e metadati dei loro utenti e «su come quei benefici abbiano condotto al più grande incubo per le libertà civili del nostro tempo: la totale distruzione della privacy».
Ma prima di tutto pone una domanda: «voi leggete sempre "termini e condizioni" e l'informativa sulla privacy ogni volta che vi connettete a un sito, fate una telefonata o usate una app?»
Secondo il filmato con la scusa di «Prevenire», la parola chiave e comune a tutti i contratti di servizio (TOS), i giganti del web hanno potuto stipulare i loro accordi l'intelligence.
La risposta pratica è che se un utente medio dovesse davvero leggere tutti i TOS dei servizi a cui accede, impiegherebbe «un mese lavorativo all'anno» ma questo non esclude che i consumatori perdano 250 miliardi di dollari l'anno per ciò che sta «nascosto» tra le righe.
È con la spunta su "Accetta", dopo quelle migliaia di incomprensibili parole, che si perdono non solo la libertà ma anche tanti soldi.
autore / intelligo
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