Da Grillo alla Paltrow: sono tanti i falsi miti sul cancro

26 ottobre 2015, intelligo
Da Grillo alla Paltrow: sono tanti i falsi miti sul cancro
L’argomento è di quelli che dovrebbero essere affrontati con la massima serietà e precisione: il cancro. In realtà, invece, spesso sui i mass media danno spazio a notizie false che catturano i lettori ma si rivelano poco attendibili. Soprattutto sul web le bufale che circolano sulla salute sono tantissime. Tante polemiche hanno suscitato la dichiarazione di Gwyneth Paltrow che pochi giorni fa ha dichiarato che portare molte ore il reggiseno favorirebbe il tumore al seno.

L’anno scorso girava su Internet la notizia che il bicarbonato di sodio potesse essere in  grado di curare il cancro. Alla base della teoria c'è il cosiddetto "effetto Warburg”, il fisiologo che scoprì che i tumori provocano un microambiente acido che puó favorire la loro diffusione. Per questo alcuni studiosi hanno ipotizzato l'utilizzo del bicarbonato, sostanza basica, per contrastare gli effetti acidi prodotti dal tessuto malato. Insomma una teoria con un fondo di verità ma assolutamente male interpretata. Altro mito, assolutamente privo di base scientifica, sono i supercibi che prevengono il cancro: dalla barbabietole al the verde, dall’aglio ai broccoli. Alimenti semplicemente salutari, a differenza dei dolci che però, altra bufala, non favoriscono il cancro. L’idea diffusa è che lo zucchero “nutra le cellule tumorali”, un’eccessiva semplificazione che non trova riscontro nella realtà.
Da Grillo alla Paltrow: sono tanti i falsi miti sul cancro

Altra falsa credenza che abbonda sul web è che i trattamenti contro il cancro siano più letali che positivi.  Le affermazioni presenti su Internet secondo cui la chemioterapia è “efficace solo per il 3% dei casi” sono altamente fuorvianti e pericolose, così come quelle in cui si sostiene che queste cure potrebbero addirittura “promuovere il cancro”.

L’ultima leggenda riguarda i deodoranti accusati di aumentare il rischio di ammalarsi di cancro della mammella perché per la maggior parte contengono alluminio e parabeni. Un nesso che non emerge dagli studi epidemiologici. Una ricerca del 2002 ha confrontato i dati di oltre 800 donne con cancro al seno e altrettante sane, esaminando le loro abitudini in materia di igiene, e non ha mostrato alcuna differenza tra i due gruppi per quanto riguarda deodoranti o depilazioni.

Molte polemiche suscitarono anche le dichiarazioni di Grillo, che attaccò l’oncologo Umberto Veronesi dicendo che “pubblicizza in tv le mammografie così ha le sovvenzioni per il suo istituto”, aggiungendo che esisteva una propaganda che sostiene “che bisogna fare una mammografia ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male: del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille”.

red


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