Notte bianca al Vomero, il teppismo scatena la polemica. Ma non è la prima volta

26 ottobre 2015, intelligo
di Raffaele Mancino

Una Notte Bianca macchiata da vandali e teppisti. Può essere riassunto così il bilancio dell’evento andato in scena al Vomero, dedicato quest’anno proprio al tema della legalità. Nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione locale e le misure di prevenzione adottate per l’occasione, non sono mancate scene di bullismo e teppismo. Tant’è che i
Notte bianca al Vomero, il teppismo scatena la polemica. Ma non è la prima volta
commercianti hanno deciso di chiudere bottega prima della mezzanotte, per paura di diventare preda di rapine o estorsioni a vario titolo. Troppo tardi per un bar di piazza Vanvitelli, preso di mira da un gruppetto di minori che ha rubato pizzette e cornetti minacciando i proprietari.

Non è andata meglio ai partecipanti. Alcuni sono stati aggrediti da giovani teppisti, altri hanno dovuto fare i conti con risse esplose in diversi luoghi della città. Un quadro tutt’altro che rassicurante e che getta una pesante scure sulle prossime edizioni della manifestazione.

Ma non è la prima volta che simili episodi avvengono durante quella che ormai è diventato un appuntamento irrinunciabile per diverse città italiane. Pochi mesi fa, sempre in Campania, durante la Notte Bianca di Baronissi una banda di vandali ha squarciato le gomme a 50 macchine dei visitatori accorsi per l’evento, costringendo diversi volontari a organizzare viaggi di andata e ritorno per riportare le persone a casa. E sempre questa estate, durante la Notte Bianca livornese un ragazzo è stato aggredito con caschi e tirapugni all’uscita di una discoteca. Una sorte simile era già toccata nel 2011 a un ragazzino di Termoli, malmenato durante la Notte Bianca da un gruppo di coetanei ubriachi fradici che lo hanno spedito direttamente in ospedale costringendolo a subire un’operazione alla mandibola a causa delle efferate percosse subite.

Scene di disordini e violenza che si ripetono con una costanza allarmante. E mentre ci si interroga sul futuro di questi eventi, nel caso specifico di quello a Napoli, i riflettori sono anche puntati sulla giovane età delle vittime e dei vandali. Una beata gioventù allo sbaraglio.
autore / intelligo
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