Polonia, altro Paese altra destra nazionalista al governo. Si rafforza il fronte anti-Ue

26 ottobre 2015, Marco Guerra
Polonia, altro Paese altra destra nazionalista al governo. Si rafforza il fronte anti-Ue
Sono un terremoto politico per tutta l’Europa i risultati che escono dalle urne delle elezioni parlamentari tenutesi ieri in Polonia. Secondo i dati ancora non definitivi, la destra euroscettica e nazionalista del partito “Diritto e giustizia” (Pis) trionfa conquistando almeno 38 percento dei consensi. 

La premier designata Beata Szydlo sarà quindi in grado di formare un governo da sola, senza cercare alleati. Fermo al 23,4% delle preferenze il partito moderato ‘Piattaforma civica’ (Po) della premier uscente Ewa Kopacz. Gli exit poll vedono poi al terzo posto, con il 9 percento, il partito Kukiz'15 che prende il nome dal cantante rock fondatore; mentre per la prima volta dalla caduta del comunismo, nessuna forza di sinistra è riuscita ad entrare in Parlamento. Le due principali cariche nel Paese, presidenza e premierato, sono ora nelle mani del partito guidato da Jeroslaw Kaczynski rinomato per le sue uscite autoritarie e già premier in contrasto con l’Unione europea; capo indiscusso del fronte nazional-populista nonostante abbia fatto, formalmente, un passo indietro cedendo la scena a facce più giovani e gradite agli elettori.

Diritto e Giustizia è una formazione che spinge sulla retorica dell’identità nazionale e la difesa della tradizione cattolica e punta su un’economia sociale, favorevole all’intervento dello Stato oltre che al sostegno delle famiglie e delle piccole imprese.
Fra le prime decisioni del nuovo governo c’è da aspettarsi una marcia indietro rispetto alla linea europea sull’immigrazione e al processo di adesione alla moneta unica. Sono inoltre stati promessi aiuti alla natalità e ai pensionati, punti del programma che hanno fatto breccia nell’elettorato, sebbene la Polonia sia l’unico paese, insieme alla Germania, ad essere cresciuto durante gli anni della crisi economica. L’Europa teme ora il saldarsi di un asse con il governo populista ungherese di Viktor Orban.

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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