La "Rivoluzione Cristiana" di Rotondi è con Berlusconi. Dopo il Sinodo, addio Brambilla?

26 ottobre 2015, Marta Moriconi
La 'Rivoluzione Cristiana' di Rotondi è con Berlusconi. Dopo il Sinodo, addio Brambilla?
Attenzione, attenzione. Dimenticatevi (forse) che "Forza Italia vuole le unioni civili, Berlusconi è favorevole" come affermato da Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, in un’intervista al Corriere della Sera in cui spiegava che Fi era pronta al sì anche sulla ’stepchild adoption’. Forse ci potrebbe essere una scossa.

C'è un appuntamento che dice tutta un'altra cosa. E questo appuntamento è per mercoledì', alle 17, a palazzo Grazioli. Nel cosiddetto parlamentino azzurro si riunirà la Direzione nazionale di Rivoluzione Cristiana, la formazione politica fondata e guidata da Gianfranco Rotondi. E udite udite, alla presenza del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

È chiaro che un grande partito di ispirazione liberale come Forza Italia non può ignorare le ragioni dei cattolici, e Berlusconi lo sa. Tanto più che al Sinodo è uscita la "versione ufficiale" della Chiesa: "Ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione". Ma sulle unioni gay si ribadisce che non c'è "fondamento alcuno per analogie neppure remote con il matrimonio e la famiglia". Chissà se cambierà idea il pro unioni civili Rotondi...

Così l'ex Dc, forte del peso che ha la sua area di pensiero politico, vuol tirare Berlusconi per l'altra parte della giacchetta. D'altronde Rotondi pochi giorni fa, debuttando a Madrid nella delegazione di Forza Italia, aveva ribadito chi fosse il suo leader e dove si volesse andare: “Berlusconi è e resta il leader del centrodestra. La guida del governo? Importa poco. Berlusconi è l’unico in grado di rimettere in piedi un centro destra vincente perché da più di venti anni è il suo mestiere. Se sia candidabile o meno poco importa perché leadership e guida del governo possono non coincidere. Detto in confidenza – chiosava Rotondi – la guida del governo Silvio la esercitava poco anche quando era premier. Di fatto coi governi Berlusconi l’attività di governo era spicciata da Gianni Letta. Insomma – conclude Rotondi – il leader è e resta Berlusconi e sarà lui a sfidare Renzi con un nostro interesse non spasmodico per chi potrà materialmente sedere a palazzo Chigi”.

E la rivoluzione cristiana è appena iniziata. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]