Giovanardi lascia Ncd: "Unioni civili hanno fatto traboccare il vaso. La mia critica ad Alfano e dove andrò"

26 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Giovanardi lascia Ncd: 'Unioni civili hanno fatto traboccare il vaso. La mia critica ad Alfano e dove andrò'
“C’è una larga parte di Ncd che vuole l’alleanza col Pd e oltre; io ero e rimango nel centrodestra”. “La linea di Alfano? Prona a Renzi; noi trattati dal Pd come utili idioti”. J’accuse netto che il senatore Carlo Giovanardi indirizza in una doppia direzione: al leader del suo ex partito e al premier. Nella conversazione con Intelligonews spiega che il ddl Cirinnà è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” e anticipa cosa si muove tra Alfano e Salvini: accade tutto a Verona, il 28 e 29 novembre… 

Le ragioni del suo addio a Ncd?

«In Emilia Romagna c’è stata la riunione della componente dei Popolari Liberali di cui fanno parte consiglieri comunali, coordinatori provinciali del partito, sindaci, ed abbiamo deciso di non continuare la nostra esperienza nel Nuovo Centrodestra. Sostanzialmente, il motivo è semplice, il Nuovo Centrodestra ha come elemento costitutivo quello di dire continuiamo con le larghe intese volute da Berlusconi per il tempo necessario a completare le riforme e la legge elettorale, anche perché non c’è nessuna maggioranza uscita dalle elezioni in grado di governare da sola. Punto. Da qui ad arrivare all’oggi e teorizzare, come fa larga parte di Ncd di rendere permanente l’alleanza con la sinistra o addirittura qualcuno sostiene di andare nel Pd ce ne corre. E nel frattempo subire dal Pd e direttamente dal governo tutta una serie di insostenibili prevaricazioni del tipo: voi di Ncd ci date i voti per governare ma tutte le cose a voi sgradite come le nozze gay o la liberalizzazione delle droghe noi le facciamo passare coi voti dei 5Stelle; in pratica trattandoci come ‘utili idioti’. Ecco, noi non ci stiamo perché nel centrodestra eravamo e vogliamo rimanere; eravamo alternativi alla sinistra e vogliamo continuare ad esserlo. Se Renzi sta nel Pse noi stiamo nel Ppe e a Milano, Roma, Napoli, Bologna, Rimini o in prospettiva in Sicilia, noi siamo alternativi alla sinistra»

Dimissioni irrevocabili? E qual è il suo nuovo approdo?

«Non c’è neanche bisogno di dimissioni nel senso che da due anni non ci sono organi di partito strutturalmente operativi, ma detto questo le dico che noi stiamo lavorando ad un convegno già in calendario a Verona il 28 e 29 novembre, di cui sono co-organizzatori tutti i movimenti che hanno due caratteristiche fondamentali in comune: non vogliono andare a sinistra ma neanche stare in Forza Italia o nella Lega. Mi riferisco ai movimenti di Tosi, Fitto, Schittulli in Puglia, i Popolari per l’Italia di Mario Mauro, la componente popolare di Ettore Bonalberti, Quagliariello, Augello e tutti quelli che vogliono ricreare un centrodestra collegato al Ppe con idee chiare su valori da sostenere. Mi chiede se la decisione è definitiva: non c’è alcuna polemica con nessuno. E’ tutto molto semplice: una parte di Ncd ha deciso di andare a sinistra e una parte no; amici come prima»

Quanto ha pesato sulla sua decisione il dossier unioni civili?

«Per quanto mi riguarda, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché c’è un limite in politica al fatto poi di essere presi in periferia – come si dice – a frizzi, lazzi e pernacchie. Un partito come Ncd che aveva tutte le armi in mano per dire ‘caro Renzi, se fai sta’ roba qua non ti votiamo la fiducia’ ha finito per essere trattato come un àscaro del Pd»

Ora che la Chiesa ha detto chiaramente no alle unioni tra persone dello stesso sesso, lei quanto si sente vicino a questa posizione e quanto sono lontani gli altri?

«Come lei sa, in questa vicenda non ho mai fatto una questione di orientamento religioso, perché l’idea di negare ai bambini il diritto di avere un padre e una madre e l’idea di andarsi a comprare un bambino sfruttando la miseria delle donne costrette e mettere in commercio il proprio corpo, è un’idea ripugnante per ogni coscienza civile»

Riformulo: come valuta la posizione finale emersa dal Sinodo?

«Sarebbe stato singolare se la Chiesa avesse potuto in qualche modo aprire le porte a nuove forma di schiavitù e sfruttamento; il che vuol dire al tempo stesso essere contro ogni forma di discriminazione e prevedere attraverso quello che noi stessi abbiamo proposto, un serio riconoscimento che, però, non è né l’adozione né i figli». 

Ha sentito Alfano in queste ore?

«Quando Quagliariello si è dimesso da coordinatore nazionale di Ncd Alfano ha risposto che lui  non tratteneva nessuno. Mi sembra una risposta molto chiara».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]