Focus pensioni-Poletti, gli aggiornamenti: Ape e quota 41, precoci e usuranti

26 ottobre 2016 ore 10:07, Luca Lippi
Secondo la tabella di marcia verso la definizione della riforma Pensioni 2017 proponiamo un’utile tabella riassuntiva e le ultime novità relativamente alle nuove norme sull’uscita anticipata dal lavoro, la quota 41 e i lavoratori che svolgono attività usuranti, norme che saranno introdotte dalla nuova riforma pensioni nel 2017.
In attesa che sua reso disponibile il testo definitivo della Legge di Stabilità 2017, ecco chi potrà beneficiare della nuova pensione anticipata.

Chi accede alla Pensione anticipata
La Legge di Bilancio 2017, introdurrà l’anticipo pensionistico (Ape) che consentirà a tutti i lavoratori, dipendenti ed autonomi, di poter accedere alla pensione a 63 anni, ossia fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi prima rispetto alla normale pensione di vecchiaia.
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In base al nuovo Ape è prevista la restituzione dell’anticipo (erogato dalle banche) ratealmente, nell’arco di 20 anni.
Per quanto riguarda, invece, la penalizzazione media sarà pari al 5 o 6% dell’importo della pensione, la cifra massima però si aggirerà intorno al 25%.
Inoltre, in aggiunta ai beneficiari dell’Ape, potranno andare in pensione anticipata i lavoratori impegnati in attività usuranti, i lavoratori precoci, i beneficiari della cosiddetta “Ape social” e chi beneficerà del cumulo gratuito dei contributiprevidenziali.

Novità ‘Lavori usuranti’
Secondo le stime saranno circa 5mila, i lavoratori impegnati in attività usuranti che potranno usufruire della pensione anticipata nel 2017.
Infatti, se tutto sarà confermato, il pacchetto sulle pensioni 2017 toglierà il requisito, oggi invece richiesto, di essere stato impiegato in un lavoro usurante nel corso dell’ultimo anno di contribuzione prima della pensione.
Attenzione, però, perché i pensionandi dovranno avere sostenuto 7 anni di lavoro usurante negli ultimi 10 o essere stati impiegati in mansioni particolarmente faticose per almeno il 50% della propria carriera.

Novità Ape per i ‘Precoci’
Potranno uscire prima dal lavoro a partire dal 2017 anche i lavoratori precoci: ossia i cittadini che hanno iniziato a lavorare ad età molto basse e hanno quindi maturato molti anni di contributi prima degli altri lavoratori.
I precoci, con l’introduzione della cosiddetta “Quota 41“, potranno andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica; tuttavia sarà necessario aver lavorato (e versato i contributi) per almeno 12 mesi prima dei 19 anni.
Per precoci e quota 41 leggi qui 

Novità ‘Ape social’
Non solo i lavoratori che decideranno di farsi anticipare la somma dalla banca potranno usufruire della nuova Ape, ma anche coloro che si trovano in condizioni sociali ed economiche particolarmente disagiate.
Si tratta della cosiddetta “Ape social” che sarà a costo zero e a carico dello Stato, interessi compresi, e sarà riservata a chi percepisce redditi molto bassi, a chi è disoccupato senza ammortizzatori sociali o a chi si trova più genericamente “in condizioni soggettive di bisogno”.
Per l’Ape social leggi qui  

Cos’è il ‘Cumulo gratuito’ di contributi
La Legge di Stabilità 2017, tra le varie novità, prevede anche l’estensione del cumulo gratuito dei contributi previdenziali alle pensioni anticipate.
Infatti, i lavoratori che nel corso degli anni hanno maturato contributi presso gestioni diverse possono sommarli gratuitamente, oltre che per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, anche per ottenere la nuova pensione anticipata.
Secondo le prime stime, si tratterebbe di 7 o 8mila lavoratori per il 2017 e di oltre 15mila per il 2018.

Le critiche
In conclusione, alle cronache delle ultime ore emerge nuovamente lo scontro tra il Presidente dell’Inps Boeri e l’esecutivo sulla Riforma delle Pensioni. 
Non curante delle critiche velate ricevute negli ultimi giorni,  il presidente dell'Istituto previdenziale, a margine di un convegno organizzato dal Libero Consorzio ex Provincia di Ragusa, ha rilasciato un'intervista a Ragusanews, tornando su quelle che sono evidenti posizioni diverse rispetto a quelle dell'attuale governo. 
A partire dall'incremento della quattordicesima anche a persona che, probabilmente, non ne hanno bisogno, riproponendo l'utilizzo dell'Isee per verificare se il beneficiario dell'incremento o estensione della quattordicesima necessiti realmente dell'intervento o meno. 
Ha insistito sulla misura per gli over 55 che si ritrovano senza occupazione, per i quali è molto difficile trovare nuovamente lavoro e con una pensione ancora distante, rimarcando comunque l'Ape social voluta dall'esecutivo, che consentirà anche a chi è disoccupato di andare in pensione a partire dai 63 anni di età. 
Sessantatré anni non sono però 55, come ha lasciato intendere colui che viene, giorno dopo giorno, considerato come potenziale primo ministro italiano qualora l'esperienza Renzi dovesse concludersi amaramente
Ieri a ‘DiMartedì’ la professoressa Fornero, diplomaticamente, senza criticare la riforma così com’è a oggi, ha comunque fatto capire chiaramente che è più in linea con l’idea di Tito Boeri.

Contributi migranti

I migranti pagano contributi alla previdenza in quantità più che doppia rispetto a quello che ricevono. Insomma, oggi pagano una quota importante delle pensioni". Lo ha sottolineato Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervistato ad Agorà su RaiTre.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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