Gorino come Capalbio: ma radical chic razzisti "illuminati" anti migranti

26 ottobre 2016 ore 10:45, Adriano Scianca
“Bisogna essere prudenti, comprendere i problemi del territorio e capire che ci sono territori un po’ speciali”, disse in un’intervista al Corriere della Sera, Nicola Caracciolo, nobile e ambientalista, nonché principe di Capalbio. “Bisogna accogliere, per carità. Ma queste so’ ville. E di gran lusso. Con giardino. Finemente arredate. Nel centro storico”, gli fece eco, sempre al Corriere, il primo cittadino progressista Luigi Bellumori. Sono dichiarazioni risalenti a qualche mese fa, quando venne annunciato l'arrivo nel piccolo comune toscano di 50 rifugiati. Gli immigrati furono sistemati in un condominio residenziale di lusso vicino al borgo medievale. A Gorino, la città del ferrarese che si è ribellata all’arrivo dei profughi finendo su tutti i giornali come la comunità razzista da mettere alla berlina, non ci sono ville di lusso da proteggere né vip progressisti sotto l’ombrellone, solo famiglie normali e pescatori. 

Gorino come Capalbio: ma radical chic razzisti 'illuminati' anti migranti

"Qui non c'è niente. Niente per noi, che ci siamo nati: figurarsi per gli altri", hanno detto i manifestanti. Ezio Mauro, su Repubblica, ha tuonato: “Quella frase dimostra che dall'egoismo del niente può nascere una vera e propria guerra per il nulla in cui viviamo. Che ci angoscia, ma che non vogliamo dividere con nessuno”. Si deplora l’egoismo del nulla, ma forse bisognerebbe avere il coraggio di condannare per primo l’egoismo di chi ha qualcosa, magari di chi ha molto. Il caso di Capalbio fu emblematico. Fra abitanti e villeggianti si diffuse il malumore: ristoratori e operatori turistici temevano un calo delle prenotazioni. Il sindaco di area Pd fece  richiesta di accesso agli atti al Viminale. E aggiunse, ancora al Corriere: “Per un cittadino di Capalbio ho 31,28 euro l’anno da destinare allo stato sociale. A un poveraccio sfrattato non posso pagargli una stanza. E per queste persone, dallo status da accertare, se ne spenderanno 33,50 al giorno”. Ragionamento che non fa una grinza, curioso però che il “prima gli italiani” sia considerato nell'area politica del primo cittadino uno slogan razzista e impronunciabile. 

Il docente di storia e autore Rai Mauro Canali, che abita nel comprensorio, scoprì in quel momento che alcune delle coop interessate erano finite in varie inchieste: accade sistematicamente in tutto il circuito della cosiddetta “accoglienza”, ma se ne accorsero solo quando gli immigrati arrivarono a Capalbio. Qualche voce, all’epoca, denunciò l’ipocrisia dei radical chic, ma nessun prefetto invitò i residenti a emigrare in Ungheria. A quanto pare, in questo mondo rovesciato, l’egoismo dei poveri – se veramente di egoismo si tratta – è peggiore di quello dei ricchi.

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