Via con l'ultimatum: Renzi alla UE sfilerà i soldi italiani

26 ottobre 2016 ore 12:08, Americo Mascarucci
Il Premier Matteo Renzi annuncia che l’Italia è pronta anche a mettere il veto sul bilancio Ue, nel 2017, se i Paesi che resistono alla ricollocazione dei profughi non cambieranno atteggiamento.
"Se l’Ungheria, se la Repubblica Ceca, se la Slovacchia ci fanno la morale sui nostri migranti e poi non ci danno una mano e vogliono i nostri soldi, nel 2017 tutta l’Italia deve stare a fianco del Governo per dire che non ce n’è. Noi i soldi li mettiamo se contemporaneamente ci sono anche gli oneri da parte degli altri. I soldi non passano dai muri. Se tiri su un muro, i soldi degli italiani te li scordi"
Sui profughi, il Premier è netto: 
"Ora - dice - siamo ancora in grado di gestire gli sbarchi: arriva l'inverno, le condizioni del mare peggiorano. Ma abbiamo tempo sei mesi massimo. Bisogna bloccarli in partenza. O blocchiamo il flusso entro il 2017 o l'Italia non riesce a reggere un altro anno come quello passato"
Via con l'ultimatum: Renzi alla UE sfilerà i soldi italiani
Poi avverte gli altri Paesi europei, in particolare quelli dell'Est: 
"Se l'Europa vuole abbassare le spese per l'immigrazione dell'Italia ho una idea: aprano le porte per i migranti e noi abbassiamo le spese. Io non mi offendo, invece di aprire la bocca aprano il portafoglio, ne saremo ben felici" ha detto Renzi, commentando l'invio della lettera sulla manovra dell'Italia da parte dell'Ue.

Renzi difende la manovra e l'abolizione di Equitalia:
"D'ora in poi non si farà più cassa con i soldi dei cittadini. Il decreto è già in vigore: Equitalia non c'è già più quindi non si pagano più le maggiorazioni. Le super sanzioni e i super interessi non torneranno più", promette. 
"Sulla manovra - aggiunge ancora il Premier - l'Italia ha rispettato tutte le regole: se mandano la lettera a noi, agli altri Paesi che invece non rispettano l'accoglienza dei migranti cosa deve mandare l'Europa, un libro o un'enciclopedia?. Di violazioni alle regole europee compiute da altri Paesi ce ne sono tante: da 9 anni la Francia è sopra il 3 per cento, la Spagna ha un deficit che è il doppio del nostro. Sì, il nostro debito è cresciuto dello 0,1 per cento nel secondo trimestre del 2015. Ma l'Italia ha rispettato tutte le regole in questa legge di Stabilità". 


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