Cosa pensa Sgarbi: "Goro è come una tribù africana. Più razzista Capalbio"

26 ottobre 2016 ore 23:59, Adriano Scianca
Razzismo a Goro? Vittorio Sgarbi non è d'accordo, e rilancia: "Gli abitanti di Capalbio, per via del loro livello culturale superiore, sono più colpevoli. A Capalbio c’è razzismo, a Goro c’è stata una reazione antropologica". E a IntelligoNews spiega: "Il prefetto va cacciato".

Rispetto al caso di Goro e Gorino si è parlato di razzismo ed egoismo. Lei cosa ne pensa?

«Mi sembra che la questione venga chiarita dalla telefonata fatta da Cruciani, a La Zanzara, a un’abitante di Goro, in cui le si annunciava che la prefettura le avrebbe imposto di prendere in casa una donna nera. La reazione è stata di paura e rifiuto totale. Non mi sembra corretto, tuttavia, parlare di razzismo. È l’irruzione indesiderata dell’estraneo nella vita di una comunità arcaica. I pescatori di Goro hanno reagito come farebbe una tribù africana all’arrivo dei missionari cristiani. È un problema antropologico. In ogni caso se i profughi dovevano andare in un ostello in quel momento vuoto, la reazione è stata esagerata».

Cosa pensa Sgarbi: 'Goro è come una tribù africana. Più razzista Capalbio'

Forse temevano che dopo quel primo nucleo di immigrati ne sarebbero arrivati degli altri?

«È esattamente così».

Anche a Capalbio ci fu una reazione di rigetto all’arrivo di un gruppo di profughi. Le situazioni sono comparabili? 

«È una situazione opposta. Quelli di Goro sono una comunità arcaica di pescatori non contaminati dall’ideologia. Gli abitanti di Capalbio, per via del loro livello culturale superiore, sono più colpevoli. A Capalbio c’è razzismo, a Goro c’è stata una reazione antropologica. Quindi sono due comportamenti analoghi motivati da ragioni opposte».

Cosa pensa delle parole del prefetto, che ha invitato i manifestanti a emigrare in Ungheria? Non sono parole sopra le righe?

«E infatti quel prefetto va cacciato dal ministro. Io ho la massima disistima di Alfano, ma ci sono atti dovuti persino per una "capra" come lui. E in ogni caso io avrei un suggerimento».

Dica pure.

«Vicino a quei paesi ci sono località di turismo balneare piene di strutture vuote per nove mesi l’anno. Sono realtà artificiali, perché non portare i profughi ad Albarella o al Lido delle Nazioni, che stanno lì vicino ma sono vuoti, anziché a Goro e Gorino, che sono abitate tutto l’anno?».

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