Goro, Di Stefano (CasaPound) su "prefetto empatico, le migranti teste di ponte, tutti razzisti come Capalbio"

26 ottobre 2016 ore 12:58, Adriano Scianca
Ma davvero gli abitanti di Goro e Gorino hanno paura di 11 donne e 8 bambini? Per Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, "si tratta solo di una testa di ponte, dietro c’è sempre un centro di accoglienza gestito da una coop che reclamerà sempre più immigrati, e quindi dopo le 11 donne arriveranno 100 o 200 ragazzoni africani venuti dal Senegal o dal Mali e che ciondoleranno per il paese tutto il giorno senza nulla da fare". E a IntelligoNews lancia la provocazione: "Se il governo ritiene davvero che tutti possano venire qui in Italia (cosa su cui ovviamente io non concordo assolutamente), allora sia coerente, li vada a prendere sulle coste libiche e li porti qui. Se non lo fanno sono assassini".

È giusto parlare di egoismo o razzismo per i fatti di Goro?

«Ovvio che no. Allora dovremmo dire che sono tutti razzisti ed egoisti. Anche a Capalbio. Non è una questione di egoismo, è che nei piccoli centri i cittadini si sentono invasi, come del resto accade anche nelle grandi città».

Goro, Di Stefano (CasaPound) su 'prefetto empatico, le migranti teste di ponte, tutti razzisti come Capalbio'

L’obiezione che si legge spesso è: “Come si fa ad aver paura di 11 donne e 8 bambini”?

«Ovvio che non fanno paura donne e bambini. Ma tutti sanno che si tratta solo di una testa di ponte, che dietro c’è sempre un centro di accoglienza gestito da una coop che reclamerà sempre più immigrati, e quindi dopo le 11 donne arriveranno 100 o 200 ragazzoni africani venuti dal Senegal o dal Mali e che ciondoleranno per il paese tutto il giorno senza nulla da fare. Lo abbiamo visto a Casale San Nicola, dove anche lì si parlò di poche famiglie e invece poi venne un pullman carico di africani».

Goro testimonia comunque del fatto che la mobilitazione talvolta funziona.

«La mobilitazione funziona, l’azione ha ragione. Certo, a Goro hanno avuto la fortuna di trovare un prefetto empatico che è rimasto sconvolto, si è quasi messo a piangere, e alla fine è tornato sui suoi passi. Altrove – e cito di nuovo Casale San Nicola – ci sono invece prefetti che si impongono con la forza, che fanno manganellare gli italiani per far passare gli stranieri».

Lo stesso prefetto “empatico” è però anche quello che ha invitato i cittadini di Goro a emigrare in Ungheria. Non sono parole un po’ sopra le righe?

«Sono dichiarazioni da politico, così come politica è la volontà che sta dietro alla logica malata dell’accoglienza che lascia partire gli immigrati affinché rischino la vita e vengano poi salvati come “poveri cristi” che hanno passato sofferenze infinite per venire qui».

Cosa bisognerebbe fare?

«Se il governo ritiene davvero che tutti possano venire qui in Italia (cosa su cui ovviamente io non concordo assolutamente), allora sia coerente, li vada a prendere sulle coste libiche e li porti qui. Se non lo fanno sono assassini».

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