Ebrei e Cristiani cancellati dall'UNESCO: colpo alla storia

26 ottobre 2016 ore 15:13, Micaela Del Monte
Precedenti: Lo scorso 18 ottobre l'Unesco ha ufficialmente adottato una risoluzione su Gerusalemme est voluta dai Paesi arabi a nome della protezione del patrimonio culturale palestinese, ma contestata con veemenza da Israele perché nega il legame millenario degli ebrei con la Città vecchia dove sorge il Muro del pianto, il luogo più sacro agli ebrei di tutto il mondo. Tra l'altro, nel testo presentato col fine di "tutelare il patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est", i luoghi santi della Città Vecchia sono indicati solo con il nome arabo, cosa che ha indignato gli israeliani.

Ebrei e Cristiani cancellati dall'UNESCO: colpo alla storia
La nuova risoluzione:
Oggi il comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco ha approvato nuovamente una risoluzione che nega però non solo il legame millenario tra gli ebrei e i luoghi sacri di Gerusalemme, ma anche quello dei cristiani. Il voto si è svolto a scrutinio secreto: 10 a favore, due contrari e otto astenuti.  Il testo approvato fa riferimento ai luoghi sacri di Gerusalemme con la sola denominazione musulmana e denuncia i "danni materiali" perpetrati da Israele, come già nelle precedente risoluzione adottata la settimana scorsa dall'Unesco. Gli attuali 21 membri del comitato sono: Angola, Azerbaigian, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Giamaica, Kazakistan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Tanzania, Tunisia, Turchia, Vietnam, Zimbabwe.

Obiettivo del comitato è concedere un'assistenza finanziaria in funzione delle richieste degli Stati membri ed esaminare, tra l'altro, lo stato dei siti iscritti al patrimonio mondiale. In questi ultimi giorni il ministero degli Esteri israeliano aveva moltiplicato le missioni diplomatiche per ottenere che i 21 membri votassero contro la risoluzione. Il nuovo voto ha provocato una nuova reazione indignata di Israele che tramite il portavoce del ministero degli esteri Emmanuel Nahshon ha definito il documento "spazzatura" sottolineando che "giustamente l'ambasciatore israeliano nell'organismo ne ha gettato il testo nel bidone dell' immondizia". "Lunga vita - ha concluso - a Gerusalemme ebraica".

La storia cancellata: Gli Ebrei in origine erano un gruppo di popoli nomadi di lingua semita presenti in Palestina fin dal 2000 a.C. circa, anche se certamente non erano originari di quella regione. È incerto quale fosse la loro provenienza, così come l'etimologia del loro nome, che potrebbe derivare da un antico progenitore (Heber) oppure dalla voce accadica habiru, "senza terra". Intorno al 1800 a.C. molti Ebrei lasciarono la Palestina e si trasferirono in Egitto, compiendo la prima grande migrazione di massa della loro storia: secondo il racconto biblico della Genesi fu il patriarca Giuseppe (uno dei figli di Giacobbe divenuto un importante dignitario alla corte del faraone) a indurre il suo popolo a trasferirsi in quel Paese, dove lui aveva raggiunto una posizione sociale eminente; nella realtà è probabile che la migrazione sia avvenuta a causa di una carestia o per mancanza di terre da coltivare, per cui gli Ebrei si insediarono nella zona del delta del Nilo che era la più fertile del Paese. In Egitto gli Ebrei vennero bene accolti e si integrarono senza problemi con le popolazioni locali, pur mantenendo la loro lingua e la loro religione come gruppo etnico distinto. La vita degli Ebrei in Egitto cambiò drasticamente verso il XIV-XIII sec. a.C., quando una serie di faraoni li costrinsero a lavori forzati rendendoli quasi schiavi e sottoponendoli ad una vera persecuzione: la vicenda è narrata nel libro biblico dell'Esodo, in cui tutto è attribuito a un singolo faraone che è stato identificato con Ramses II, anche probabilmente il processo fu graduale e rientrò nel clima di aggressione all'Egitto da parte dei Popoli del mare, per cui gli Egizi divennero sospettosi e ostili verso gli stranieri (e i semiti in particolare) presenti sul loro territorio. Secondo la Bibbia fu il patriarca Mosè a guidare gli Ebrei in fuga dall'Egitto verso la terra di Canaan, ovvero la Palestina indicata come la patria del popolo ebraico, e storicamente questa uscita degli Ebrei dall'Egitto è datata intorno al 1200 a.C. circa. All'epoca gli Ebrei erano divisi in dodici tribù (che corrispondevano ai dodici figli di Giacobbe, uno dei quali era appunto Giuseppe) ed erano legati da vincoli religiosi ed etnici molto stretti, formando quindi un'unità di popolo piuttosto salda. Quando giunsero in Palestina, tuttavia, questa era già abitata da numerosi altri popoli cananei, gran parte dei quali erano di origine semita ed erano piuttosto ostili all'arrivo di nuove genti che avrebbero sottratto spazio e terre da coltivare. Fra i popoli cananei preesistenti spiccavano i Filistei, probabilmente da identificare con uno dei Popoli del mare e anch'essi di origine semita (il nome Palestina, tra l'altro, deriva dal termine Peleshet, "terra dei Filistei"). Giunti in Palestina, gli Ebrei vi si stabilirono dunque non senza difficoltà e combattendo molte guerre contro i popoli presenti nella regione, la maggior parte delle quali contro i Filistei che le fonti bibliche indicano come i loro più strenui oppositori. Tali guerre ebbero alterne vicende, tuttavia gli Ebrei riuscirono a creare e a consolidare un loro regno che venne chiamato Israele, dal nome assunto da Giacobbe dopo l'episodio biblico in cui Dio aveva lottato con lui per metterlo alla prova. I primi re d'Israele furono Saul (1020-1000 a.C.), che riportò la rovinosa sconfitta di Gelboè contro i Filistei, seguito da David (1000-960) e Salomone (960-920), che riuscirono a ricompattare l'unità del regno. Salomone completò la costruzione del Tempio a Gerusalemme iniziata dal padre David, realizzando il monumento attorno al quale si sarebbe rinsaldata l'unità religiosa e politica del popolo di Israele e che sarebbe diventato un simbolo importantissimo per tutti gli Ebrei. Quanto a Gerusalemme, è in questo periodo che la città diventa la capitale del regno di Israele e assume il valore di città santa dell'Ebraismo, diventando in seguito un luogo sacro anche per le altre religioni monoteiste (Cristianesimo e Islam).

Ma cos'è l'Unesco? L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura è stata fondata durante la Conferenza dei Ministri Alleati dell'Educazione (CAME) che si è svolta tra il 1° e il 16 novembre 1945. La Costituzione dell'UNESCO è stata firmata il 16 novembre 1945 e la sua entrata in vigore è del 4 novembre 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati. L'UNESCO è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione per promuovere "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali" quali sono definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite.

L'UNESCO è stata fondata durante la Conferenza dei Ministri Alleati dell'Educazione (CAME), gruppo di Ministri dell'Educazione dei Paesi Alleati contro il Nazismo che si riunì la prima volta a Londra nel 1942 in piena seconda guerra mondiale, che si è svolta tra il 1° e il 16 novembre 1945. Già a partire dal 1942 si manifestò tra i ministri europei, e per iniziativa della Gran Bretagna, l'esigenza della creazione di un organismo sovranazionale in grado di diffondere la cultura della pace, della democrazia e dell'uguaglianza degli uomini che si sarebbe dovuto occupare delle questioni intellettuali nel dopoguerra. Quasi immediatamente si sviluppò l'idea di costituire una organizzazione internazionale che avesse un impatto globale. Durante la Conferenza del 1943 venne redatto il testo dell'Atto Costitutivo dell'UNESCO, la Costituzione dell'UNESCO, che è stato firmato il 16 novembre 1945 ed è entrato in vigore il 4 novembre del 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati: Arabia Saudita, Australia, Brasile, Canada, Cecoslovacchia, Cina, Danimarca, Egitto, Francia, Grecia, India, Libano, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Stati Uniti d'America, Sudafrica e Turchia.

L'Italia è stata ammessa l'8 novembre 1947 all'unanimità durante la seconda sessione della Conferenza Generale che si svolse a Città del Messico. "Ammissione che fu perfezionata subito dopo, il 27 gennaio 1948, con il deposito a Londra dello strumento di ratifica dell'Atto costitutivo dell'Organizzazione da parte del nostro Governo. Questo riconoscimento ebbe il valore morale di un primo passo verso l'ammissione dell'Italia all'ONU, che stava purtroppo incontrando proprio in quel periodo notevoli difficoltà. In Italia, ad ogni modo, una volta resa esecutiva con il Decreto presidenziale del 12 luglio 1949 la Convenzione di Londra sull'UNESCO, fu istituita la Commissione Nazionale per l'Educazione, la Scienza e la Cultura con il Decreto Interministeriale dell'11 febbraio 1950". Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale molti stati hanno deciso, per questioni collegate alla storia politica interna e alle vicende internazionali, di non partecipare più all'UNESCO ma sono poi tornate sui loro passi e attualmente l'Agenzia Specializzata delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e lo Sviluppo conta 195 Stati Membri e 10 Membri Associati.
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