Tagli stipendi, Di Maio sfida Renzi: "Risparmio da 30 mln in più di Boschi"

26 ottobre 2016 ore 15:30, Americo Mascarucci
Continua il botta e risposta fra il Premier Matteo Renzi e il Movimento 5Stelle sui costi della politica.
Il Premier continua ad accusare i grillini di demagogia per la battaglia sugli stipendi che secondo il Pd sarebbe finalizzata a riscattare l'immagine del Movimento "danneggiata" dalle vicissitudini politiche della Giunta Raggi a Roma.
"Renzi non accampi scuse. Ci dica chiaramente se il PD voterà la nostra proposta di dimezzare gli stipendi dei parlamentari?". 
Dai social network il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, risponde così al premier Matteo Renzi:
Tagli stipendi, Di Maio sfida Renzi: 'Risparmio da 30 mln in più di Boschi'
Il Premier infatti da Napoli ospite al Forum del quotidiano Il Mattino ha attaccato i 5 Stelle: 
"Poche persone come i napoletani sanno riconoscere la "mossa" - , dice ironico - i parlamentari 5Stelle prendono 10mila euro al mese: il doppio del presidente del Consiglio, che ha uno stipendio di 5500 euro: posso esibire la busta paga. Io sono favorevole a dimezzare i costi. Ma se si gioca a fare i professorini, poi si vanno a vedere le carte. Votare sì al referendum significa anche ridurre di 500 milioni all'anno i costi della politica”.
Quella del Movimento 5Stelle secondo il Premier sarebbe soltanto "propaganda a buon mercato".

"Non dica inesattezze - ha replicato Di Maio - Lui prende 5000 euro al mese e non sappiamo quello che si fa rimborsare. Sappiamo invece che gli abbiamo rimborsato un aereo da 170 milioni di euro. Lo sfido – conclude Di Maio – a rendere trasparente tutto quello che si fa rimborsare. La smetta di essere ossessionato dal M5S. Invitiamo Renzi a venire in aula".
"Non è scontato - aggiunge Di Maio - che il 4 dicembre vinca il No, per questo con la campagna referendaria contro la Riforma costituzionale dobbiamo raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. La legge sugli stipendi, comprensiva del dimezzamento delle indennità e della riduzione delle spese, che avranno l'obbligo della rendicontazione, supera di 30 milioni di euro il risparmio stimato della riforma Boschi". 
Altro tema caldo quello delle assenze.
"Si deve partire dalla base dello stipendio dimezzato - rilancia Di Maio - perché oggi già esiste una norma alla Camera e al Senato per cui se non partecipi a una giornata di voti ti tolgono 250 euro, però se il tuo stipendio base è 10.000 lordi euro più rimborsi, capirai che 250 euro che ti tagliano sono relativi".

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]